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Con una breve cerimonia, che si è tenuta nell'aula 44 del Palazzo di giustizia di Torino, Roberto Sparagna ha assunto formalmente l'incarico di procuratore aggiunto. Magistrato dal 1995, dal 2020 era in servizio alla Direzione nazionale antimafia. Per Sparagna questo è un ritorno: nel capoluogo piemontese è stato infatti sostituto procuratore. Al momento, in attesa di nuove nomine, è l'unico 'vice' del procuratore capo Giovanni Bombardieri, presente alla cerimonia insieme alla procuratrice generale Lucia Musti e alla presidente del Consiglio dell'ordine degli avvocati di Torino, Simona Grabbi. Presenti anche numerosi colleghi e collaboratori, tra cui l'ex aggiunto coordinatore della Dda di Torino Sandro Ausiello e l'ex pm Giuseppe Riccaboni. A Sparagna si devono alcune delle principali inchieste antimafia degli ultimi decenni in Piemonte, a partire dalla maxi indagine 'Minotauro' contro la 'ndrangheta che nel 2006 portò allo smantellamento di articolazioni delle 'ndrine calabresi operanti nel Torinese, con centinaia di arresti e condanne al termine del processo. Al magistrato si deve inoltre l'inchiesta 'Scripta manent' sugli anarco-insurrezionalisti. Sparagna è stato oggetto di ripetute minacce da parte dell'area più oltranzista dell'anarchica durante le indagini sui pacchi bomba e sulle pentole esplosive che tra il 2003 e il 2016 furono inviati contro politici e forze dell'ordine. Con l'inchiesta 'Scripta manent' vennero individuati Nicola Gai e Alfredo Cospito come autori dell'attentato al dirigente Ansaldo Roberto Adinolfi, gambizzato a Genova nel maggio 2012. Tra le indagini coordinate anche quella che portò a individuare i componenti della banda che la sera del 3 giugno 2017, in piazza San Carlo, durante la finale di Champions League tra Juventus e Real Madrid, spruzzò spray urticante, per rapinare i tifosi, scatenando il panico tra la folla. In quella serata morirono Erika Pioletti e Marisa Amato e si contarono oltre 1.600 feriti.

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