In un video diffuso in rete, diventato virale in poche ore, lo storico spiega le ragioni del suo voto: “Si rischia di avere magistrati minacciati dalla politica

La campagna per il No al referendum della giustizia ha un nuovo sostenitore famoso: lo storico medievalista Alessandro Barbero. Il professore, in un video diventato virale in poche ore, spiega di essere per il No “perché il cittadino non sarà più sicuro nel momento in cui siede davanti a magistrati che prendono ordini o che possono essere minacciati dalla politica”. Barbero illustra e riassume abilmente in pochi minuti le conseguenze più rischiose contenute nella riforma della separazione delle carriere su cui nei prossimi mesi gli italiani saranno chiamati a esprimersi alle urne. “Questa riforma non è sulla separazione delle carriere, quella già esiste. Già oggi uno decide in quale dei due ruoli vuole fare il magistrato, se fare il pm o fare il giudice, può cambiare una sola vota nella sua vita, e pochissimi peraltro lo fanno”. Poi viene al punto: “Al centro della riforma c’è la distruzione del Consiglio Superiore della Magistratura, così come era stato voluto dall’assemblea Costituente. Oggi il Csm è l’organo a cui sono state date anche le mansioni disciplinari, ovvero come sanzionare” le toghe.

Quindi, chiarisce, il Csm fa qualcosa che “sotto il regime fascista faceva il ministro della Giustizia, perché è la politica che sorvegliava la magistratura”. La riforma contiene una “misura pazzesca”, quella “di tirare a sorte i membri togati, cioè quelli che rappresentano i magistrati. Ma è una misura che non si usa in nessun organo di grande responsabilità”. La riforma, aggiunge, “indebolisce il Csm: perché intanto lo sdoppia, crea un Consiglio superiore per i pm e un Consiglio superiore per i giudici, e poi vi mette al di sopra un altro organo, l’Alta Corte disciplinare”, spiega ancora il professore. E poi, contestando l’idea del sorteggio, Barbero illustra: “A me però, anzi a molti, sembra che un Csm, anzi due, anzi tre organi nuovi, dove i membri magistrati siano tirati a sorte mentre il governo continua a scegliere quelli che nomina lui, mi sembra che siano organismi dove il peso della componente politica sarà di molto superiore. E dove il governo potrà di nuovo, come in uno Stato autoritario, dare ordini ai magistrati e minacciarli di sanzioni”.

Barbero anticipa anche le obiezioni. “Ovviamente - aggiunge lo storico - chi è favorevole alla riforma può dire, come infatti dicono: ‘Ma è proprio quello che vogliamo. Uno Stato moderno ed efficiente deve funzionare così’. Ecco, io la penso diversamente. E voterò no”. Ecco perché ha vinto le resistenze iniziali con cui apre il suo video. “Sono di sinistra, si sa dove sono. Ma alla fine ho deciso che forse poteva aver senso spiegare pubblicamente le ragioni per cui voterò no”, sottolinea Barbero. Con la presa di posizione dello storico, si allunga la lista dei personaggi famosi, non addetti ai lavori, schierati per il No: da Dacia Maraini, passando per Viola Ardone, Marisa Laurito, e ancora Alessandro Gassman, Lino Guanciale, Fiorella Mannoia, Maurizio de Giovanni, Tommaso Montanari.

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