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"Le criticità della riforma Nordio sono molte dal mio punto di vista, innanzitutto c'è un forte indebolimento del Consiglio superiore della magistratura, e contestualmente il presupposto per una sua minore efficacia, perché vengono tolte delle attribuzioni al Csm, faccio riferimento alla funzione disciplinare. Nello stesso tempo, creando due Csm si moltiplicano e si duplicano una serie di adempimenti che finora venivano concentrati nell'unico Consiglio superiore della magistratura". Lo ha detto Margherita Cassano, già presidente della Corte di Cassazione, a margine di un incontro organizzato dal Comitato fiorentino per il no al Referendum. "Il tema di cui non sento parlare è la duplicità dei pareri che saranno espressi sulle regole di funzionamento degli uffici giudiziari - ha aggiunto -. L'adozione di queste regole e la pluralità dei punti di vista è fondamentale per assicurare la maggiore efficienza della risposta giudiziaria". Altra questione di "grandissima perplessità" è "la modalità di elezione dei componenti del Csm, l'unico esempio che il nostro ordinamento conosce di sorteggio per comporre un organo di rilievo costituzionale è la corte Costituzionale". Terzo aspetto, ha sottolineato Cassano, "viene sottratta la garanzia che vale per ogni cittadino di poter ricorrere dinanzi alla Corte di Cassazione contro le sentenze pronunciate dall'Alta corte disciplinare. Anche questo è un problema non indifferente perché crea una ingiustificata disparità di trattamento". "E' scarsamente comprensibile - ha detto ancora - perché questo intervento, sdoppiamento di Csm, sorteggio e l'abolizione della ricorribilità in Cassazione, valga solo per la magistratura ordinaria, non per le magistrature speciali, per le giurisdizioni speciali e nemmeno per altri corpi professionali. I notai, gli avvocati conserveranno il loro diritto di ricorrere per Cassazione, solo noi no. È un po' singolare". 

Foto © Imagoeconomica 

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