Il Tribunale del Riesame di Palermo ha confermato gli arresti domiciliari per Salvatore Cuffaro - difeso dagli avvocati Giovanni Di Benedetto e Marcello Montalbano - ex presidente della Regione siciliana, sottoposto a alla misura cautelare da tre settimane.
Il provvedimento non è ancora motivato e si riferisce all'inchiesta della procura di Palermo in merito ad appalti truccati sulla sanità pubblica in Sicilia. I giudici hanno rigettato anche la richiesta di riesame fatta dall'ex autista e fedelissimo di Cuffaro, Vito Raso, anche lui coinvolto nell'inchiesta, a cui era stato applicato l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria anche per due rappresentanti dell'impresa Dussmann, Mauro Marchese e Marco Dammone, che sono stati pure sospesi dall'esercizio dell'attività d'impresa per un anno. Il Gip Salustro aveva escluso una serie di circostanze, tra quelle ricostruite dai pm sulla base dell'inchiesta del Ros dei carabinieri e la Procura ha fatto appello per ottenere ulteriori misure cautelari e una diversa ricostruzione del contesto di una sanità siciliana al centro di interessi e trame oscure per fare affari con gli appalti pubblici, da Palermo a Siracusa.
Foto © Imagoeconomica
ARTICOLI CORRELATI
Attilio Bolzoni: ''Cuffaro non se n’è mai andato, comandava anche dal carcere''
''Duemila Secondi'': Baiardo a processo, Cuffaro ai domiciliari
Arresto Cuffaro, il gip: ''Massimizzava la forza del sodalizio criminale''
Appalti truccati in Sicilia: gip dispone arresti domiciliari per Cuffaro
