Un documento interno della Direzione distrettuale antimafia (Dda) della Procura di Firenze, contenente dettagli sulle indagini relative alle stragi mafiose del 1993, è risultato consultabile online attraverso una semplice ricerca su Google. Il file, in formato pdf e composto da una decina di pagine, era raggiungibile dal sito della Procura di Firenze e compariva tra i primi risultati del motore di ricerca inserendo alcune parole chiave. Lo rivela il giornalista Stefano Brogioni in un articolo pubblicato oggi dal quotidiano "La Nazione". Si tratta, scrive Brogioni, di una "direttiva generale per il coordinamento interno all'ufficio dei procedimenti in materia di stragi", firmata dall'ex procuratore capo di Firenze Filippo Spiezia, oggi in servizio a Eurojust dopo l'annullamento della sua nomina alla guida dell'ufficio fiorentino da parte del Consiglio di Stato. L'atto, datato 2023 e contrassegnato dalla sigla "Int" (forse interno?) era indirizzato ai magistrati della Dda di Firenze e ai vertici dell'Antimafia italiana, tra cui il procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo. Il documento costituisce un dettagliato resoconto delle attività investigative in corso fino al 13 dicembre 2023. In particolare, riassume lo stato dei fascicoli relativi alle principali stragi, dal rapido 904 alle bombe del 1993, indicando il numero dei procedimenti, i magistrati assegnatari - alcuni dei quali sotto scorta - e i nomi degli indagati a quella data. Tra questi figurano esponenti di primo piano delle istituzioni e della magistratura, come l'ex generale dei carabinieri Mario Mori e l'ex pm Ilda Boccassini, oltre a nomi noti come Marcello Dell'Utri e Silvio Berlusconi, indagato fino al momento della sua morte, e a diversi boss di Cosa nostra. Oltre alla ricostruzione dello stato delle indagini, il testo contiene indicazioni operative e strategie investigative. Per quanto riguarda Rosa Belotti, sospettata di essere la cosiddetta ''biondina'' che avrebbe parcheggiato l'autobomba in via Palestro a Milano, Spiezia scrive che ''si è ritenuto di avanzare una richiesta di archiviazione'', pur lasciando aperta la possibilità di nuovi accertamenti previa riapertura del procedimento da parte del gip. Nel fascicolo che riguarda Berlusconi e Dell'Utri, il documento suggerisce la predisposizione di ''un indice per blocchi logico-tematici'' al fine di arrivare a una ''corretta assunzione delle necessarie determinazioni finali'', anche in vista dell'azione penale e di eventuali misure cautelari. Si apprende inoltre che nel 2023 è stato aperto un fascicolo modello 44 contro ignoti, originato dalla relazione della Commissione parlamentare antimafia. Per quanto concerne Paolo Bellini, successivamente archiviato nel filone Stragi-Gioè, erano stati avviati ''nuovi accertamenti bancari anche con rogatoria internazionale''. Non è chiaro per quanto tempo il documento sia rimasto accessibile online né per quali ragioni un atto di natura interna e riservata sia finito a portata di click.
ARTICOLI CORRELATI
Borsellino: ''Si cerchi l'agenda rossa nella casa o negli uffici di Mori''
Via d'Amelio: ''Tutta la verità'' è nell'agenda rossa. Cia tra i mandanti esterni
Operazione Mori. È l'anno più buio dell'antimafia
''Da Mori e De Donno bugie che allontanano la verità sulle stragi''
Via d'Amelio e le piste depistanti sull'agenda rossa
Verso via d'Amelio, la borsa di Borsellino e lo scandalo di Stato
