L’eurodeputata, che ha respinto le accuse, è sospettata di associazione criminale finalizzata alla corruzione
Il Parlamento europeo ha approvato la revoca dell'immunità per l'eurodeputata del Pd, Alessandra Moretti, nell'ambito dell'inchiesta “Qatargate” che nel dicembre 2022 ha scosso Bruxelles. La mozione è passata con 497 sì, 139 no e 15 astensioni, confermando la decisione della Commissione affari giudiziari presa il 3 dicembre scorso. All’interno dello stesso contesto, è stata invece confermata l'immunità per Elisabetta Gualmini con 382 voti a favore, 254 contrari e 19 astenuti.
Ad avanzare mozione di revoca dell’immunità per entrambe le parlamentari dem - dopo che ne aveva fatto richiesta la stessa procura - è stato Marcin Sypnwieski dell’Esn (Europa delle Nazioni Sovrane) secondo il quale non ci sarebbe fumus persecutionis (uso politico della giustizia) nei confronti di Moretti e Gualmini.
Entrambe le eurodeputate si erano sospese dal gruppo socialista dopo l'apertura delle indagini. L’eurodeputata è accusata di associazione criminale finalizzata alla corruzione. Moretti ha sempre negato di aver ricevuto benefici, regali e vantaggi da nessuno, soprattutto da esponenti del Marocco o Qatar.
Secondo la relazione di Sypnwieski “sarebbero stati raccolti diversi tipi di prove concernenti una serie di vantaggi specifici che Alessandra Moretti ha cercato e/o ottenuto”. "Sono amareggiata - ha commentato Moretti - perché gli elementi su cui era basata la richiesta erano stati da me già smentiti su base documentale e continuo a sostenere che il voto non abbia guardato tanto ai contenuti della richiesta, ma sia stato condizionato da strategie e convenienze politico-elettorali".
L’inchiesta
Il 9 dicembre 2022 la polizia belga ha eseguito arresti e perquisizioni contro alcuni dei membri o funzionari illustri del Parlamento Europeo. Nei blitz erano state trovate anche valigie piene di contanti, (oltre 1,5 milioni di euro). Le accuse sono pesantissime: corruzione, riciclaggio e associazione criminale.
Tra gli indagati Panzeri, considerato l’architrave della presunta rete corruttiva, il suo assistente Giorgi, l'allora vicepresidente del Parlamento europeo Kaili, il dem Andrea Cozzolino e il socialista belga Marc Tarabella. Tutti sono stati colpiti da misure cautelari prima di essere rilasciati, in attesa di conoscere l'esito di un'inchiesta che non ha scadenze per rinvii a giudizio o archiviazioni. Il fascicolo infatti, dopo due anni è ancora aperto. "C'è ancora molto lavoro da fare", ha dichiarato la procura belga.
Foto © Imagoeconomica
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