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Il Tribunale del Riesame accoglie i ricorsi dei legali dell’ex favoreggiatore dei fratelli Graviano

Salvatore Baiardo lascia il carcere di Torino per scontare la misura cautelare agli arresti domiciliari in Sicilia. La decisione è arrivata dal Tribunale del Riesame di Firenze, presieduto da Erminia Bagnoli (relatore Serafina Cannatà), che ha accolto i ricorsi presentati dagli avvocati Roberto Ventrella e Tiziana Morgese. A darne notizia è Marco Lillo sulle colonne de Il Fatto Quotidiano.
Già condannato nel 1997 per aver favorito i fratelli stragisti Giuseppe e Filippo Graviano — boss di Cosa nostra poi condannati per le stragi del ’93 — all’epoca Baiardo era un insospettabile gelataio di Omegna. Negli ultimi anni è tornato sotto inchiesta per favoreggiamento, questa volta nei confronti dell’ex senatore di Forza Italia Marcello Dell’Utri (già condannato per concorso esterno in associazione mafiosa) e l’ex premier Silvio Berlusconi (entrambi indagati fino alla morte del Cav. per le stesse stragi del “Continente”), e per calunnia aggravata, tra gli altri, ai danni del conduttore televisivo Massimo Giletti (da poco tornato in casa Rai).
L’ex procuratore aggiunto di Firenze, Luca Tescaroli — oggi a capo della Procura di Prato — aveva contestato anche l’aggravante di cui all’articolo 416 bis n.1, ovvero l’aver favorito Cosa nostra. Nel suo libro “Il biennio di Sangue” (ed. Paper First), Tescaroli ha rincarato le accuse scrivendo che “Baiardo è soggetto ritenuto affidabile per Cosa nostra”.
Dopo una lunga altalena giudiziaria, a dicembre scorso Baiardo era finito in carcere in via cautelare. L’indagine si è chiusa di recente con la notifica dell’avviso ex articolo 415 bis limitatamente alla sola calunnia aggravata. I pm toscani avevano chiesto l’arresto, respinto inizialmente dal gip; Tescaroli aveva fatto ricorso e il Tribunale aveva disposto i domiciliari per la presunta calunnia, ritenendo insufficienti gli indizi per il favoreggiamento. La Cassazione, su richiesta della difesa, aveva rinviato nuovamente la questione al Tribunale, che aveva infine ordinato il carcere, sempre per calunnia aggravata dal 416 bis n.1. La misura era diventata esecutiva solo dopo il rigetto dell’ultimo ricorso a dicembre 2024.
Nei mesi scorsi l’ex gelataio di Omegna aveva chiesto di scontare la misura ai domiciliari per motivi di salute. Il Tribunale ha accolto l’istanza, non tanto per ragioni sanitarie quanto per la valutazione delle esigenze cautelari. I giudici hanno ritenuto positivo il comportamento dell’indagato sui social prima dell’arresto, concedendo gli “arresti domiciliari con prescrizioni e applicazione del braccialetto elettronico” perché “l’ultimo fatto in contestazione risale al 27 marzo 2023” e “da allora non risultano commessi ulteriori fatti né utilizzi impropri dei social”.
Dalle intercettazioni in carcere è emerso inoltre un elemento ritenuto decisivo: parlando con la madre e la compagna, l’ex favoreggiatore dei Graviano si è mostrato preoccupato che qualcuno potesse fargli visita durante i domiciliari. Per il Tribunale, questo atteggiamento dimostra “la volontà di rispettare le prescrizioni”.

Fonte: Il Fatto Quotidiano

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