Per i giudici non sussiste alcuna presa di coscienza rispetto ai suoi trascorsi criminali
Niente permesso premio per il boss Giuseppe Gambacorta. La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto della richiesta presentata dal boss mafioso 66enne di Porto Empedocle, condannato all’ergastolo. La decisione della Corte ha ribadito, infatti, quanto già stabilito lo scorso maggio dal tribunale di Sorveglianza di Roma, che aveva negato la possibilità di concedergli questo beneficio. Secondo i giudici, non esistono i presupposti per inserire Gambacorta in un percorso di reinserimento sociale attraverso misure premiali. Oltretutto, non sono mai emersi segnali reali che possano indicare una presa di coscienza del proprio passato criminale, un elemento imprescindibile per ottenere un'agevolazione come il permesso premio. Inoltre, la gravità dei reati commessi dal boss di Porto Empedocle gioca un ruolo determinante nella decisione presa dai giudici della Cassazione. Il boss si trova, infatti, in carcere dal 1998 per una serie di delitti particolarmente gravi, come omicidio, associazione mafiosa e sequestro di persona a scopo di estorsione. Questa non è la prima volta che Gambacorta tenta di ottenere una concessione da parte della giustizia. Già in passato, la Cassazione aveva respinto una sua richiesta analoga, con cui chiedeva di poter partecipare al matrimonio di un parente. Anche in quell’occasione, i giudici avevano valutato che non vi fossero le condizioni necessarie per autorizzare la sua temporanea uscita dal carcere.
Fonte: Agrigento Notizie
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