Sono in totale 613 i fascicoli (in termine tecnico "ponenze") riguardanti denunce di atti di abusi sessuali perpetrati da chierici in Italia, negli ultimi 20 anni, contenuti negli archivi del Dicastero per la Dottrina della fede. Il dato è stato fornito oggi, nel corso di una conferenza stampa, dal segretario generale della Cei, mons. Giuseppe Baturi. Nel biennio 2020-2021 i casi di abusi segnalati riguardano 89 persone. Si tratta di episodi relativi anche al passato, circa la metà, comunque in 61 casi i coinvolti sono adolescenti o preadolescenti, tra i 10 e i 18 anni. In dodici addirittura sotto i 10 anni. Si parla di comportamenti inappropriati, esibizionismo. toccamenti, vere e proprie molestie, linguaggio, esibizione di pornografia, adescamenti on line. Trenta i chierici responsabili, 23 i laici, 15 i religiosi, normalmente di età tra i 40 e i 60 anni. Tra i laici emergono i ruoli di insegnante di religione, sagrestano, animatore di oratorio o grest, catechista e responsabile di associazione. Il contesto nel quale i presunti reati sono avvenuti è quasi esclusivamente un luogo fisico (94,4%), in prevalenza in ambito parrocchiale (33,3%) o nella sede di un movimento o di una associazione (21,4%) o in una casa di formazione o seminario (11,9%).

Tuttavia i dati raccolti sono incompleti poiché sono stati raccolti nei due anni durante i quali l'accesso agli sportelli è stato limitato per via del Covid e mancano i casi denunciati alla magistratura e alle associazioni.

Il report è uno specchietto per le allodole. Sono sbigottito. Il report considera solo 2 anni, in cui tra l’altro c’è stato il Covid e solo i dati degli sportelli delle Diocesi. Il cardinale Zuppi aveva parlato di 20 anni, ora il lasso di tempo è stato ulteriormente ridotto. Il dato tuttavia è allarmante. In quel report non compaiono i casi della Congregazione per la dottrina della fede, i casi finiti in magistratura e i casi che abbiamo noi come associazione” ha detto a LaPresse Francesco Zanardi, presidente della Rete L’Abuso, l’associazione sopravvissuti agli abusi sessuali del clero, commentando il report. “Noi abbiamo un database di 360 casi in 12 anni” ha aggiunto. Francesco è anche una vittima, è stato abusato a 11 anni. “Quando sono stato abusato a Spotorno dove abitavo, al vescovo è stata fatta aprire una comunità per minori. È stato condannato per una sola vittima a un anno e sei mesi, non ha risarcito nessuno, tranne quel ragazzo. Poi ha deciso di lasciare la tonaca, ora accompagna i bambini d’estate per la Caritas. Perché non è reato, dal certificato anti-pedofilia sono sollevati coloro che fanno lavori stagionali. La chiesa italiana non vuole i nostri dati ma neanche la magistratura e questo è grave”. Il report inoltre, secondo Rete l'abuso, "conferma una mera propaganda degli sportelli diocesani, utili alla chiesa, ma pericolosissimi per le vittime (oltre che inutili), come abbiamo già dettagliato in passato. Il vero responsabile resta in Italia lo Stato, l'unico in Europa a non essersi mai pronunciato, lasciando vittime i più piccoli".

Foto: it.depositphotos.com

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