Ingroia: "Se fossi ancora pm aprirei inchiesta per corruzione"

La notizia è uscita nei giorni scorsi su Il Fatto Quotidiano e riguarda il partito Ancora Italia, uno dei membri della federazione "Italia sovrana e popolare", la coalizione di cui fanno parte anche il Pc di Marco Rizzo e Azione civile di Antonio Ingroia e che alle ultime elezioni ha preso l’1,2% (348.097 voti alla Camera): al presidente Francesco Toscano è stata proposta la metà dei soldi del partito come “buonuscita” per rinunciare alla carica.

I fatti
La vicenda è stata ricostruita dal giornale lo scorso 10 novembre e viene riferito che subito dopo le elezioni Toscano, via Whatsapp, venne contattato dall'avvocato Sergio Carlino, presumibilmente per conto (su sua affermazione) di Mario Gallo (segretario del movimento civico Ancora Italia).
“Ieri ho parlato con Marco (Rizzo, ndr) – direbbe Carlino in un audio – Sappi che ci sono delle pressioni. Facciamo un accordo per cui tu lasci per incompatibilità la presidenza e noi ti riconosciamo comunque il 50% di quello che c’è in cassa”.
E pochi secondi dopo aggiungerebbe: “Il 50%, che corrisponde a circa 20 mila euro netti, detratte le spese di questi ultimi 2-3 mesi”.
Se così fosse significherebbe che un segretario di partito avrebbe proposto al presidente, per mezzo del suo legale, di prendere dei soldi (del partito) in cambio della rinuncia alla carica.
Il Fatto Quotidiano ha contattato dapprima Carlino, che ha confermato il contenuto spiegando che l'intento era quello di "cercare un accordo anche di natura economica".
Poi anche Marco Rizzo che ha dichiarato di aver saputo qualcosa rispetto la proposta economica, ma di aver risposto che "non se ne poteva parlare in quel modo. I soldi dei partiti sono degli iscritti" pertanto si disinteressò del tutto.
A quanto è dato sapere, come riportato dal quotidiano che cita una missiva di Massimo Romano, legale del presidente di Ancora Italia, "il dottor Toscano rifiuta tassativamente qualsiasi proposta di ripartizione del patrimonio dell’associazione, realmente irricevibile e offensiva”. E la questione potrebbe anche essere portata in Procura.

L'intervento di Ingroia
Oggi, raggiunto dall'Adnkronos, sulla questione è intervenuto anche Antonio Ingroia: "Sulla base di quello che ho letto sulla 'proposta indecente' fatta a Francesco Toscano al quale per lasciare la presidenza di Ancora Italia è stata offerta metà della cassa del partito, costituita dai contributi dei tesserati, dico che la mia reazione è di sdegno per il fatto e di solidarietà a Toscano. Se fossi ancora PM avrei già aperto un'indagine su un fatto, ormai pubblico, che dimostra ci sia stato un tentativo di corruzione privata e di appropriazione indebita della cassa di un partito che è e non potrebbe che essere di esclusiva pertinenza degli iscritti al partito stesso".
E poi ancora ha aggiunto: "Da avvocato, quale oggi sono, non posso che auspicare perciò che qualche Procura apra un'inchiesta, anche a tutela del capo di un partito politico sottoposto a pressioni evidentemente indebite e larvatamente intimidatorie. Da leader politico, insieme a Francesco Toscano, del fronte del dissenso, che con Italia Sovrana e Popolare ha raccolto quasi 400.000 voti alle ultime elezioni, non posso che esprimere solidarietà a Francesco perché questo episodio appare come l'ultimo di un sistematico attacco evidentemente politico per il ruolo rivestito da Francesco di leader della vera opposizione al sistema imperante, attacco che si manifesta - non a caso - mediante consueti stilemi intimidatori che in chi ha davvero a cuore la democrazia dovrebbero suscitare reali preoccupazioni piuttosto che sottovalutazioni ed ironie del tutto fuori luogo".

In foto da sinistra: Marco Rizzo e Francesco Toscano © Imagoeconomica

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