La Procura di Firenze ha chiuso un'inchiesta per frode a carico di due soggetti indagati, un procuratore speciale e business area manager e un direttore di laboratorio della Synlab Med S.r.l, attiva nella diagnostica per esami clinici. Secondo le indagini, coordinate dal procuratore aggiunto di Firenze Luca Tescaroli e dal pm Antonio Nastasi.
L'inchiesta è figlia di quella sui presunti concorsi universitari pilotati in medicina. Alcune conversazioni intercettate tra manager e docenti universitari hanno dato il via agli accertamenti delle fiamme gialle sui vertici di Synlab nel periodo più cupo della pandemia.
Sono due gli indagati: Massimo Quercioli, direttore del laboratorio e Francesco Epifani procuratore speciale e business manager di Synlab.
Entrambi, già nel settembre 2020, dopo una prima fase di indagini, avevano ricevuto una misura di interdizione delle rispettive professioni per 12 mesi: una per la Pubblica amministrazione e un'altra per l'esercizio della professione di direttore di laboratorio. L'accusa per loro è di frode continuata in pubbliche forniture.
La Synlab Med S.r.l, nello specifico, aveva ottenuto nel marzo 2020, secondo la ricostruzione degli investigatori, dalla regione Toscana (oggi parte lesa) l'incarico di svolgere le verifiche sul maggior numero di tamponi possibile nella fase più delicata della pandemia.
Il prezzo concordato per ogni tampone era di 50 euro.
Secondo l'accusa, però, durante i test sui tamponi (circa quattordici mila) non si sarebbe utilizzato il reagente necessario a rivelare con sicurezza la positività di un paziente al coronavirus.
Infatti il reagente per analizzare migliaia di tamponi, potenzialmente positivi, era per attività di ricerca (Research use only) e non per le diagnosi. Quindi non adatto all’emergenza. Non è chiaro, al momento, se oltre ai tamponi contestati ci siano state altre analisi non conformi. Inoltre, in base alle ricostruzioni della procura, le analisi, invece di essere svolte nella struttura accreditata nei contratti, la sede a Calenzano vicino Firenze, si sarebbero fatte in un centro a Castenedolo, nel bresciano.
La procura, per avere indicazioni specifiche, si è avvalsa anche della consulenza di esperti di centri tecnici come l'I.S.S e l'istituto Spallanzani di Roma.

Foto © Imagoeconomica

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