Da Cornaredo a Cassina de Pecchi, il Procuratore capo di Catanzaro riceve la cittadinanza onoraria nei comuni milanesi

Dare sostegno a quei magistrati che si espongono, che sono in prima linea, che vengono isolati e delegittimati; che sono minacciati dalle mafie e da sistemi di potere; affinché non accada più ciò che è avvenuto a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Ecco l'impegno che alcuni Comuni del milanese (Cornaredo, Lacchiarella e Cassina de Pecchi) si sono voluti assumere assegnando la cittadinanza onoraria al Procuratore capo di Catanzaro Nicola Gratteri. Nella due giorni di incontri, organizzati grazie al contributo del consigliere regionale Luigi Piccirillo, i cittadini, soprattutto giovani ragazzi, hanno potuto confrontarsi con uno dei magistrati più impegnati nel contrasto contro le mafie. 
Mercoledì, intervenendo di fronte a 200 cittadini, il magistrato calabrese ha ricordato non solo come oggi le criminalità organizzate siano un fenomeno che non è isolato solo nel sud Italia, ma anche quelle che sono le criticità che in questi anni si sono rese sempre più manifeste in materia di giustizia e contrasto alle mafie. "C'è bisogno di un ulteriore sforzo - ha detto Gratteri - di grandi magistrati e preparazione. C'è bisogno di più magistrati, più uomini di forze dell'ordine specializzate contro le mafie che non sono la stessa cosa della criminalità comune. Perché oggi è più difficile contrastare e vedere le mafie perché sparano meno e commettono meno reati violenti visibili".


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"Oggi
- ha proseguito - le mafie sono presenti per vendere droga e possono con quei soldi comprare tutto ciò che è in vendita. Il Covid ha dato una grande mano, come la guerra. E poi c'è una forte propensione da parte di pubblici ufficiali, incaricati di pubblico servizio, ad esser proni e a farsi corrompere". In tutto questo c'è anche il problema che oggi non si parla più di mafia. "Non è più un problema perché se questa non appare sulla prima pagina dei grandi giornali è come se non esistesse e la politica decide di non occuparsene". 
Gratteri ha dunque puntato il dito contro il recente governo Draghi, colpevole di aver dato forma a riforme pericolose che certamente non aiutano la giustizia: "Il ‘governo dei migliori’ ha fatto disastri sul piano del contrasto alle mafie e alla criminalità organizzata e sul piano delle riforme che l’Europa ha chiesto”. "L'improcedibilità, votata da tutti i partiti, tranne da chi era all'opposizione (Fratelli d'Italia) è terribile. Perché cancella processi. Poi c'è il tentativo di riforma dell’ergastolo ostativo ed il bavaglio alla stampa inserito all'interno della "presunzione di innocenza". "I cittadini hanno diritto ad essere informati, ma non potranno più conoscere, né sapere i fatti di un'operazione di polizia. E così tutto diventa difficile. Ma la grande stampa non ha protestato, ciò significa che questa situazione sta bene a molti".

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