Nell'ambito della collaborazione bilaterale con i Paesi Bassi, nei giorni scorsi si è tenuto a Rotterdam il Simposio "The Italian Approach", organizzato dalle autorità olandesi di concerto con il Servizio relazioni internazionali dell'Ufficio per il coordinamento e la pianificazione delle forze di polizia e d'intesa con le Direzioni centrali ed i Comandi generali competenti in materia di prevenzione e contrasto alla criminalità organizzata di tipo mafioso. L'evento, fortemente voluto dalla ministra della Sicurezza e Giustizia olandese Dilan Yesilgoz-Zegerius dopo la sua visita in Italia del 13 giugno, è stato principalmente dedicato al modello italiano in materia di lotte alle mafie. Prima, nel pomeriggio di ieri, nel corso di una visita al porto di Rotterdam - alla presenza delle più alte autorità locali, di polizia ed appartenenti all'autorità giudiziaria olandese - sono stati approfonditi gli aspetti securitari connessi alla complessa realtà di uno dei principali porti europei, anche dal punto di vista dell'infiltrazione criminale internazionale. Alla prima sessione plenaria di apertura dei lavori, il direttore dell'Ufficio per il coordinamento e la pianificazione delle forze di polizia, Vittorio Lapolla, il direttore centrale anticrimine, Francesco Messina, e il direttore centrale per i Servizi antidroga, Antonino Maggiore, hanno approfondito gli aspetti di ricostruzione storica, normativa e operativa che hanno caratterizzato la lotta alla Mafia nell'esperienza pluriennale italiana. 
Gli interventi, in particolare, hanno riguardato gli aspetti della documentazione amministrativa antimafia nell'azione di prevenzione e contrasto alla criminalità organizzata (prefetto Lapolla), l'azione di contrasto alla criminalità organizzata e il sistema del doppio binario (prefetto Francesco Messina), la politica antidroga sviluppata a livello nazionale e internazionale attraverso la Direzione centrale dei servizi antidroga (generale Antonino Maggiore). 
Alla seconda sessione plenaria sono intervenuti il vice direttore generale della pubblica sicurezza e direttore centrale della polizia criminale, Vittorio Rizzi, il direttore della Direzione investigativa antimafia, Maurizio Vallone, che hanno ulteriormente approfondito gli aspetti investigativi legati alla prevenzione ed al contrasto alle organizzazioni criminali, anche in una prospettiva transnazionale. Tra le due sessioni, sono stati realizzati nove workshop tematici con l'intervento, da parte italiana, dei massimi esperti delle forze di polizia espressione della Direzione investigativa antimafia e della Direzione centrale per i servizi antidroga ma anche dei vertici operativi di Sco, Ros e Scico. Di forte interesse da parte olandese, anche in relazione ai recenti accadimenti in quel Paese, gli approfondimenti dell'Ufficio centrale per la sicurezza personale dell'Ufficio di coordinamento e del Servizio centrale di protezione della Direzione centrale della polizia criminale riferiti alle misure di protezione delle personalità a rischio nonché dei collaboratori e testimoni di giustizia. Il Simposio, destinato ad una platea di addetti ai lavori olandesi di alto livello, tra i quali funzionari e personale della Polizia olandese, del Fiod (Fiscal information and investigation service) e del ministero della Giustizia e Sicurezza dei Paesi Bassi, è stato particolarmente apprezzato per la qualità e varietà delle tematiche trattate e sarà seguito verosimilmente da sessioni in videoconferenza su argomenti specifici.

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