Il Sindaco: “Un uomo giusto”

"Palermo è casa mia. È Palermo che oggi mi restituisce qualcosa, un momento di gioia. È bello risentire gli odori, i profumi, i rumori. Vedo tantissimi volti noti e mi vengono in mente tanti ricordi". A dirlo è stato l'ex questore di Palermo, Renato Cortese, intervenuto al microfono dopo avere ricevuto la cittadinanza onoraria del capoluogo siciliano dal sindaco Roberto Lagalla, nel corso di una cerimonia che si è celebrata nell'aula consiliare di Palazzo delle Aquile. "Oggi con il riconoscimento della cittadinanza onoraria al dottore Renato Cortese noi vogliamo riaffermare il patto di lealtà istituzionale tra il Comune e tutte gli altri uffici e istituzioni pubbliche che operano a Palermo. Oggi premiamo non soltanto un investigatore eccellente, ma una persona giusta e perbene che da sempre ha dimostrato amore per la nostra città - ha detto il Sindaco -”. Presenti alla cerimonia le massime autorità civili, militari e giudiziarie - tra cui il neo-procuratore della Repubblica Maurizio de Lucia, il presidente del tribunale Antonio Balsamo, l'ex procuratore di Roma Giuseppe Pignatone - e tanti investigatori e dirigenti della questura di Palermo, molti dei quali con Cortese hanno lavorato. "Quella di oggi è una iniziativa caldeggiata e approvatada tanti palermitani - ha proseguito Lagalla -. Questo non può che farmi piacere perché oltre alle doti di fine ed eccellente investigatore il tratto umano e l'approccio alla gente comune ha lasciato il segno". Alla cittadinanza accorsa numerosa alla festa di conferimento della cittadinanza onoraria, Cortese si è detto “emozionato e anche commosso, anche perché in questa città e in questo luogo, a due passi dagli uffici della Questura, mi sento a casa mia".  E nel ricordare il suo arrivo a Palermo negli anni '90, “anni bui, gli anni delle stragi”, ha anche detto di aver capito anche “cosa è il male ma anche veramente cosa è il bene”. “Per questo da questore - ha aggiunto - ho voluto aprire le porte della questura alla cittadinanza, perché non vedano in noi soltanto lo 'sbirro', ma anche un punto di riferimento. Voglio rivolgere un ringraziamento speciale si poliziotti di Palermo per avere deciso da palermitano di volere combattere la mafia frontalmente e senza paura". Cortese ha prestato servizio negli anni passati a Palermo e alla guida della Catturandi ha messo le manette, l'11 aprile 2006, al superlatitante Bernardo Provenzano, boss di punta di Cosa nostra, e prima ancora a boss del calibro di Pietro Aglieri, Salvatore Grigoli, Gaspare Spatuzza, Giovanni ed Enzo Brusca. È ritornato a Palermo da questore, una carica che ha dovuto lasciare in seguito al caso Shalabayeva per cui era stato condannato in primo grado mai poi assolto in appello. A Cortese è stato donato anche un ritratto di Santa Rosalia, patrona della città in segno di auspicio affinché la peste mafiosa venga debellata per sempre.

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