"La Stanza di Agnese": più di un dialogo, più di un monologo. Ricordi che prendono vita e forma. La sottile trama della storia che si manifesta con tenerezza e indignazione. Agnese Piraino Leto Borsellino e Paolo Borsellino. Due vite che ruotano attorno a quel punto di non ritorno che è stata la strage di via Mariano d'Amelio.
Dopo 18 anni dal quel 19 luglio 1992 la moglie del giudice Paolo, segnata da una terribile malattia, aveva ricevuto una misteriosa telefonata da parte dell’ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga: “Via D’Amelio è stata da colpo di Stato”. Poche parole che, inevitabilmente fanno riemergere i ricordi di una vita.
Questo e molto altro è "La Stanza di Agnese", uno spettacolo nato da una lunga ricerca in cui sono stati intervistati anche i figli di Paolo Borsellino, e lo stesso fratello, Salvatore Borsellino.
La nuova produzione Meridiani Perduti Teatro, nata dalla sinergia con Scuola Antonino Caponnetto, di e con Sara Bevilacqua, per la drammaturgia di Osvaldo Capraro, farà il suo esordio il 5 ottobre alle 21.00 al Teatro Kismet di Bari.
Una visone diversa di Paolo Borsellino, vista attraverso gli occhi di chi lo ha amato: la figlia del Presidente del Tribunale di Palermo, la signorina “pizzi e merletti”, la principessa Taitù, come la chiamavano, che incontra un giovane pretore. La scoperta di una Palermo diversa, meno luccicante di quella cui era abituata, ma forse più bella, anche se disgraziata. La nascita dei figli, Lucia, Manfredi e Fiammetta, apice della loro vita insieme.
E quel fetore di morte che comincia a girare intorno alla famiglia. Amici e colleghi di Paolo che perdono la vita, la scorta che diventa parte della famiglia, la difficoltà di accettare questa situazione da parte dei figli.
Ma anche l’altro lato di Paolo, quello giocoso e sempre pronto allo scherzo, al “babbìo”. Il suo lavoro nel pool antimafia con Giovanni Falcone e la terribile morte di quest’ultimo. Il tradimento dei colleghi, la solitudine di un uomo abbandonato dai suoi compagni d’armi e ingannato da chi avrebbe dovuto combattere al suo fianco. Tutto questo è contenuto in quella stanza.

Info: teatridibari.it

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