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Gli inquirenti palermitani stanno ancora indagando sull'omicidio di Giuseppe Incontrera, ucciso il 30 giugno nel rione Zisa. Il nodo principale da sciogliere è capire se il killer, Salvatore Fernandez avrebbe fatto tutto da solo o se c'erano altri soggetti che, in una qualche maniera, lo avrebbero appoggiato o diretto.
Fernandez, al Comando provinciale dei carabinieri (e davanti ai magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Palermo, l’aggiunto Paolo Guido e i sostituti Giovanni Antoci, Luisa Bettiol e Gaspare Spedale) avrebbe detto che l'omicidio sarebbe stato commesso per banali screzi quotidiani, forse scaturiti da un semplice incidente stradale. Niente mafia e niente traccio di droga quindi, in base a ciò che ha raccontato.
Tuttavia gli inquirenti di questo non sono convinti: sospettano infatti che qualcuno avrebbe diretto le azioni del killer, facendogli credere che sparare a Giuseppe Incontrera era la cosa giusta da fare. Il modo, e soprattutto il movente, è tutt'ora ignoto.
Però se i sospetti venissero confermati, Fernandez avrebbe, presumibilmente, fatto un favore (voluto o meno) a qualcuno.
Ma per cosa? Per questioni legate al controllo del traffico di droga? Vendetta? Scalata per il potere nelle gerarchie mafiose di Porta Nuova? O per evitare lo scontro diretto con i "tre pilastri" del mandamento (Giuseppe Di Giovanni, Tommaso e Calogero Lo Presti)?

Due fratelli
Salvatore Fernandez
è fratello del pentito Fabio Fernandez, che nel 2017 aveva confessato di aver ucciso il boss di Santa Maria di Gesù, Giuseppe Calascibetta, con un colpo in testa il 19 settembre 2011 in via Bagnera, a Belmonte Chiavelli. Fernandez aveva riferito che il commando era composto da quattro persone: “Appena lo abbiamo raggiunto dice sparaci in testa, sparaci in testa”.
Poi aveva aggiunto che l'omicidio era stato fatto per prevenzione: se Calascibetta non veniva ucciso, sarebbe stato il boss ad ammazzare uno di loro per una vicenda di soldi e traffici di eroina.
Per quel delitto solo Fabio Fernandez era stato condannato mentre per gli altri tre indagati non sono stati trovati i riscontri necessari.

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