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Nel 1964, il 'paparazzo rosso', immortalò l’arresto di Luciano Liggio

Avrebbe compiuto 84 anni il prossimo 9 luglio Gigi Petyx, il noto fotoreporter spentosi a Palermo dopo oltre 60 anni passati tra obiettivi e fatti di cronaca. Coetaneo di Letizia Battaglia, venuta a mancare ad aprile, lascia la moglie Giovanna e i figli Igor, Ivana e Tatiana. Nato nel rione del Capo aveva iniziato da giovanissimo come 'ragazzo di bottega' tra matrimoni, battesimi e ritratti; poi il passaggio allo studio prestigioso di Scafidi, con il compito di 'fermare' sulla pellicola fotografica la vita quotidiana dei palermitani; quindi il grande salto con Vittorio Nisticò che lo volle al quotidiano L'Ora. Ha collaborato anche con il Giornale di Sicilia. Tra gli scatti più noti quelli di Ninetta Bagarella, la moglie del padrino, Totò Riina, in tribunale nel 1971, dell'arresto di Luciano Liggio nel 1964, dell'omicidio del procuratore Pietro Scaglione, del terremoto del Belice, del disastro aereo di Montagna Longa. Ma anche le vedove delle guerre di mafia e le marce e i digiuni di Danilo Dolci. In occasione dell'uscita del libro "Palermo Petyx", nel 2014, curato da Laura Grimaldi e Claudia Mirto, edito da Flaccovio, il fotoreporter così si era raccontato: "Iniziai a fare gavetta coi calzoni corti, prima in uno studio fotografico, occupandomi di matrimoni, battesimi e ritratti di famiglie in posa, poi approdai all'atelier di Giusto Scafidi, in via Ruggero Settimo, immortalando la vita quotidiana dei palermitani allo stadio, a teatro, alle feste private e a quelle di piazza".
E ancora: "Attraverso quel laboratorio ebbi il primo contatto con i giornali. Inizialmente mi occupavo di servizi sportivi, poi un giorno il direttore mi propose un patto: se avessi indossato i pantaloni, avrebbe puntato su di me per reportage di cronaca nera e giudiziaria".

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