Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per migliorare la navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’uso del sito stesso. Per i dettagli o per disattivare i cookie consulta la nostra cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque link del sito acconsenti all’uso dei cookie.

Potrebbe essere posticipata l'estradizione dal Brasile del 'Re della Cocaina" e boss della 'Ndrangheta Rocco Morabito, 56 anni, considerato uno dei più importanti trafficanti internazionali di droga al mondo e detenuto da più di un anno a Brasilia.
Secondo un esperto consultato da Tv Globo, se Morabito fosse formalmente incriminato per narcotraffico in Brasile, potrebbe essere deportato in Italia solo quando un possibile nuovo processo nei suoi confronti si fosse concluso. Tale opinione non è unanime e, secondo altri giuristi, Morabito potrebbe rientrare in Italia prima della conclusione di un eventuale processo. Il ministero della Giustizia brasiliano ha intanto riferito di "accompagnare" il caso ma non si è pronunciato in merito.
Prima di essere incarcerato nel 2021, Morabito avrebbe spacciato cocaina in Brasile, secondo un'indagine della polizia di San Paolo che e' stata rivelata la notte scorsa dal programma di Tv Globo, Fantastico. Per gli inquirenti, Morabito, con la partecipazione del suo connazionale Vincenzo Pasquino, avrebbe acquistato stupefacenti dal cartello brasiliano Primo comando della capitale (Pcc) e li avrebbe venduti a trafficanti brasiliani che li avrebbero distribuiti in località del litorale di San Paolo come Guarujà.

L'estradizione
Nello specifico, l'estradizione era stata stabilita la sera dell'otto marzo di quest'anno in una sentenza della prima sezione della Corte suprema brasiliana e la sua esecuzione dipende dall'autorizzazione del presidente della Repubblica, Jair Bolsonaro.
Si ricorda che Morabito è considerato secondo solo al boss stragista Matteo Messina Denaro nella lista della direzione centrale della polizia criminale.
La decisione della Corte era stata adottata all'unanimità dalla presidente Carmen Lucia e dai giudici Alexandre de Moraes, Luis Roberto Barroso e Rosa Weber. Stando a quanto riferito dai media brasiliani, i legali di Morabito avevano cercato di impedire l'estradizione sostenendo, tra l'altro, che il loro difeso era perseguitato in Italia. Nello stesso tempo il boss italiano aveva anche presentato una domanda di asilo politico al governo di Bolsonaro.

L'evasione del boss
Considerato il re del traffico di cocaina che ha invaso la Lombardia, in Italia Morabito deve scontare 30 anni di reclusione. Una condanna al carcere alla quale sfuggì nel 2019 quando era riuscito incredibilmente e misteriosamente ad evadere da un carcere dell’Uruguay, dove era stato recluso due anni prima. Un’evasione da film resa possibile grazie a un tunnel e - probabilmente - alla complicità di alcuni agenti della polizia penitenziaria locale. Da allora si erano perse le sue tracce, anche se gli investigatori sospettavano potesse trovarsi in Brasile. Su di lui si erano concentrati subito i militari del Ros dei Carabinieri che con un lavoro magistrale sono riusciti ad individuarlo e a catturarlo - di nuovo - nel maggio 2021 assieme alla polizia federale a Joao Pessoa, per poi essere trasferito al penitenziario federale di Brasilia, dove è attualmente detenuto. Un'operazione che ha visto coinvolti anche i comandi provinciali di Torino e Reggio Calabria, in un’operazione congiunta con Interpol e l’Fbi statunitense che ha impiegato una ventina di uomini.

ARTICOLI CORRELATI

Sì a estradizione di Rocco Morabito, latitante più pericoloso dopo Messina Denaro

Maxi sequestro di cocaina in Uruguay: 800 kg nei container

Il boss Rocco Morabito e la 'Ndrangheta sarebbero dietro al grande traffico
di Giorgio Bongiovanni e Jean Georges Almendras

Il clan Morabito coinvolto nei 'Suisse Secrets'?

Arrestato il superboss Rocco Morabito, il più ricercato dopo Messina Denaro

Da Rocco Morabito al traffico di droga. Così i narcos corrompono le autorità uruguaiane

ANTIMAFIADuemila
Associazione Culturale Falcone e Borsellino
Via Molino I°, 1824 - 63811 Sant'Elpidio a Mare (FM) - P. iva 01734340449
Testata giornalistica iscritta presso il Tribunale di Fermo n.032000 del 15/03/2000
Privacy e Cookie policy