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A circa metà luglio del 2021 il giornalista olandese Peter R. de Vries, dopo giorni di lotta nel letto dell'ospedale dov'era stato portato dopo l'agguato, si era spento all'età di 64 anni. Noto per le sue inchieste contro i baroni della droga, era stato colpito con 5 colpi di cui alcuni alla testa all’uscita dagli studi televisivi, il 6 luglio ad Amsterdam.

Ora i magistrati olandesi che hanno indagato sull'omicidio sostengono di essere in possesso di un quadro indiziario "forte" e di essere pronti per il processo. I pm consegneranno i faldoni in tribunale domani (7 giugno) e il 15 giugno. I due principali sospettati dell'assassinio sono Kamil E. (36 anni) e Delano G. (22 anni), probabilmente legati alla mafia marocchina, nota anche come 'Mocro'.

I due sospettati erano stati arrestati quasi immediatamente e a bordo della loro auto è stata rinvenuta l'arma del delitto. Gli inquirenti hanno anche sequestrato uno smartphone e dall'analisi dei dati era emersa la presenza di un mandante, la cui identità è al momento sconosciuta. Le autorità, ad ogni modo, sono convinte che la morte di de Vries sia collegata al caso Marengo, ovvero una sfilza di assassini orchestrati dalla mafia marocchina - che controlla le importazioni di cocaina - dove il principale indiziato è Ridouan Taghi. Il caso languiva sino a che uno degli indagati, Nabil B, ha deciso di collaborare alle indagini. E De Vries si era rivelato essere il suo consulente. Poco dopo la svolta, il fratello e il legale di Nabil sono stati uccisi.

La mafia Olandese
La Mocro-maffia è un nuovo tipo di criminalità di stampo mafioso emergente non solo in Olanda ma in tutte le parti d'Europa. Le sue radici affondano nella comunità maghrebina, da cui il nome, ma i suoi affiliati sono per lo più nati e cresciuti in Europa, dai Paesi Bassi al Belgio, passando per la Spagna.

E' stata, purtroppo come in molti altri casi, considerata a lungo una sorta di gruppo criminale di serie B dedito perlopiù allo spaccio di droga ma che con il passare del tempo è riuscita a affermarsi come uno dei più potenti cartelli della droga Europei, forte soprattutto per i suoi legami con i porti a cui arrivano le navi cariche di cocaina, come quelli di Rotterdam e Anversa. Non a caso, il numero due dell'organizzazione è stato arrestato in Colombia, dove era fuggito anche grazie al sostegno del Cartello di Sinaloa e del Clan del Golfo. Il capo mafia Ridouan Taghi, invece, è stato bloccato dalla polizia mentre si trovava a Dubai. I loro arresti non hanno certo fermato le attività criminali di questa mafia emergente la quale sta continuanto a collaborare con altre consorterie criminali come la 'Ndrangheta, la mafia albanese e quella nigeriana.

Un Narco-Stato nel Nord dell'Europa
Secondo diversi esperti, queste organizzazioni criminali ('Ndrangheta, Mocro-maffia, mafia albanese e nigeriana) stanno facendo dei Paesi Bassi (ma anche del Belgio) un vero e proprio narco-Stato. "Abbiamo decisamente le caratteristiche di un narco-Stato", aveva detto già nel 2019 Jan Struijs, leader del più grande sindacato di polizia olandese, aggiungendo che "certo, non siamo il Messico. Non abbiamo 14.400 omicidi. Ma se guardiamo alle infrastrutture, ai grandi soldi guadagnati dalla criminalità organizzata, all'economia parallela, sì, abbiamo un narco-Stato". Il dito di una parte dei media olandesi è stato a lungo puntato nei confronti dell'immigrazione, in particolare della comunità marocchina. Ma le varie operazioni di polizia che si sono succedute negli ultimi mesi hanno rilevato che in Olanda i traffici hanno molte e diverse bandiere, compresa quella nazionale.

Esempio emblematico è stata la mega raffineria scoperta l'anno scorso nel Nord-Est del Paese, era gestita da olandesi e alcuni membri di un cartello colombiano. La polizia ha sottolineato di aver dovuto lavorare 3 giorni per “spegnere” gli impianti, a causa del rischio per la salute dovuto alle sostanze chimiche all’interno. Secondo l’ispettore dell’unità specializzata che ha compiuto il raid, “la capacità di produzione va dai 150 ai 200 kg di cocaina al giorno, per un valore compreso tra 4,5 e 6 milioni di euro". Sempre nell’estate del 2020, le autorità avevano scoperto al confine col Belgio 7 container usati come stanze della tortura.

Foto © DWDD

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