I Carabinieri della Compagnia di Ragusa hanno arrestato 11 persone nell'ambito di un blitz antidroga eseguito tra il capoluogo e Vittoria. I reati contestati sono detenzione e spaccio oltre a truffa ai danni dello Stato.
Gli inquirenti hanno portato alla luce un volume di affari di 250 mila euro e una rete di spaccio che si avvaleva di vedette, giorno e notte, nel quartiere Selvaggio di Ragusa, nella zona degli impianti sportivi. In 8 sono finiti in carcere (uno dei quali all'esito di una perquisizione effettuata in mattinata), 3 ai domiciliari; ad altri 6 hanno obbligo di presentazione all'autorità giudiziaria, 28 gli indagati e 17 i soggetti segnalati come assuntori.
L'operazione presentata dal comandante provinciale dei carabinieri di Ragusa, Gabriele Gainelli. "Brillante operazione - ha detto il procuratore di Ragusa, Fabio D'Anna - perché per la prima volta, ci sono stati i contestuali sequestri di beni, anche le autovetture, segni esteriori della prepotenza e boria criminale". Operavano in concorso, non in associazione. Tra i provvedimenti emessi, c'è anche il sequestro di 300 mila euro, cinque autovetture di marchi prestigiosi di media e grossa cilindrata, due chili e mezzo di droga tra marijuana, hashish e cocaina e oltre 12 mila euro in contanti. “Una indagine complicata - ha spiegato il comandante della compagnia di Ragusa Stefano Borghetto - per velocità e organizzazione prima della consegna per il fatto che lo smercio che avveniva con 'garanzia di anonimato' attraverso una App di messaggistica istantanea: prezzo e quantità che via via veniva concordata e consegnata ai clienti sia a domicilio sia in luoghi concordati e con gesti fulminei". Si tratta di una indagine, iniziata nell'ottobre 2020 e conclusa a maggio 2021 e che ha puntato l'attenzione nel complesso di case popolari compreso tra via Cesare Terranova, via Enrico Berlinguer e via Caronia, nel quartiere "Selvaggio", sfruttato quale vero e proprio fortino, con tanto di vedette ad ogni ora del giorno e della notte - ha permesso agli inquirenti di raccogliere indizi sufficienti per arrestare i soggetti per evitare che questi proseguissero nella loro attività di spaccio. Tra i riscontri derivanti dagli approfondimenti investigativi, è emersa una truffa sul reddito di cittadinanza da parte di 4 arrestati; giravano con automobili di lusso grazie ai proventi dello spaccio e alcuni di loro, per eludere i controlli avevano fatto intestare le tessere del sostegno a famigliari e prestanome.

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