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Una cifra pari a 261.929,08 euro come pagamento dell'Imu (acronimo di imposta municipale propria) per 501 immobili che il tribunale ha sequestrato o confiscato alla mafia.
E' questa la richiesta notificata lo scorso 24 marzo all'ex presidente del Tribunale Salvatore Di Vitale, dal Comune di Palermo. La notizia è stata pubblicata oggi da La Repubblica ed ha suscitato non poco clamore. Così stamane l'assessore al Bilancio del Comune di Palermo, Sergio Marino, ha presentato una richiesta formale agli uffici dell'Area Entrate e Tributi per avere una risposta "in tempi rapidi" e una relazione sulla vicenda.
Secondo quanto riportato dal quotidiano la richiesta di riscossione riguarda il 2016 quando Di Vitale era ancora in carica. "Quei beni, come è noto, non possono essere tassati - ha evidenziato l'ex presidente del tribunale - ma c'è di più: la notifica è stata inviata a me come contribuente privato e se non provvedessi al pagamento entro 60 giorni, il Comune potrebbe avviare gli atti per la riscossione". Di Vitale è stato costretto a presentare un ricorso in autotutela e ha scritto all'amministrazione municipale nella speranza che qualche burocrate si renda conto dell'errore. "Sotto il profilo formale - è stata la risposta degli uffici - la notifica dell'accertamento risulta corretta". Quanto alla sostanza della richiesta sono "in corso le attività di verifica della corretta intestazione di ogni singolo cespite". Anche l'Avvocatura dello Stato ha ricordato al Comune che: "Durante la vigenza dei provvedimenti di sequestro e confisca e, comunque, fino alla assegnazione o destinazione dei beni a cui si riferiscono, è sospeso il versamento di imposte, tasse e tributi", invitando il Comune a tornare sui suoi passi per evitare "azioni giudiziali".

Foto © Imagoeconomica

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