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La denuncia del Procuratore nazionale antimafia: "Moltiplicati i siti durante lockdown"

"Il gioco e le scommesse sono uno dei meccanismi attraverso cui la criminalità mafiosa si avvale al fine di raggiungere l'obiettivo del riciclaggio. L'utilizzazione di questo sistema costituisce ormai una modalità seguita da Mafia, Camorra e 'Ndrangheta. Il gioco on line è la modalità più frequente utilizzata dalle organizzazioni mafiose per coprire il denaro di provenienza criminale". Lo ha detto il Procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo, Federico Cafiero de Raho in audizione davanti alla commissione gioco illegale del Senato. Nel suo intervento ha citato due grandi operazioni, Gambling nel 2015 e Galassia nel 2018, mostrano "l'interesse delle organizzazioni mafiose a operare sul circuito on line, attraverso piattaforme per lo più costituite all'estero".
Poi ha proseguito: "Il giocatore, esercente attività economica, che accetta denaro sotto usura e non restituisce il denaro, finisce per cedere la propria attività. Quello che ha colpito gli inquirenti è che la cessione delle attività economiche avviene senza formalità". "Questo fenomeno - ha aggiunto - si è rilevato soprattutto nel periodo della pandemia e ha interessato esercizi come ristorazione e bar. La chiusura di queste attività ha determinato un indebolimento economico che ha costretto i soggetti al credito usurario", ha proseguito de Raho. "E' evidente che le mafie non hanno bisogno di atti scritti - ha evidenziato - e queste sono le forme preferite anche dai titolari, che possono nascondere la sconfitta, ma rimangono burattini delle mafie".

Crescono le attività illegali sul web
Per quanto concerne i controlli "l'agenzia dei Monopoli e delle Dogane ha pubblicizzato un proprio elenco in cui ha indicato i siti autorizzati, una garanzia per il giocatore per potersi muovere su un circuito di legalità, ma il giocatore spesso non si muove in questa direzione, d'altronde l'offerta sul mercato è enorme. L'agenzia dei Monopoli e delle dogane svolge un'attività di grande importanza tanto che solo nel 2021 sono stati inibiti 197 siti web privi di autorizzazione".
Secondo il magistrato il monitoraggio del gioco "deve essere sviluppato non solo in relazione ai punti raccolta scommesse virtuali, ma anche fisici. Ogni quanto tempo viene controllato chi gestisce una sala giochi e scommesse? Io credo che sia un problema solo apparente, perché dove si interviene in materia di sicurezza anche la privacy deve cedere".
De Raho ha aggiunto che "i dati di questo tipo, finalizzati al monitoraggio all'andamento del gioco e delle scommesse, sono dati personali, ma finalizzati alla prevenzione del riciclaggio. Così anche il discorso della tutela dei dati personali va affrontato in maniera obiettiva e serena. Altrimenti neppure le indagini si potrebbero fare. Se pensiamo che la protezione del dato sia insuperabile, allora non ci sarà mai un controllo". "E' necessario che il giocatore venga sempre individuato - ha concluso il Procuratore - e che i dati finiscano in una banca dati finalizzata alla prevenzione del riciclaggio e della ludopatia. L'assenza di dati non è a garanzia delle persona, ma della criminalità".
Altro argomento affrontato è il tema della ludopatia. C'è "un'esigenza di controllo e si possano attivare meccanismi di vigilanza al fine di intervenire in favore delle persone che diventano schiave del gioco e finiscono per spendere quanto necessario per il sostentamento personale. Abbiamo osservato in loro un'ulteriore spinta all'usura".
"Sono persone che provengono da famiglie una volta benestanti - ha osservato de Raho - Sono i soggetti più fragili quelli che finiscono per essere i più colpiti da questa patologia".
Infine ha sostenuto: "Il gioco legale evita la proliferazione del gioco illegale. E' troppo evidente che, laddove non vi sono aperture per accogliere scommesse di coloro che sono abitualmente dediti al gioco, si aprono le porte dell'illegalità e costoro troveranno la possibilità di proseguire nel gioco attraverso la criminalità organizzata. E' sempre stato così". "Se pensiamo a quanto avvenuto con il terremoto - ha proseguito de Raho - laddove ci furono negli anni '80 le esigenze della ricostruzione, la camorra e la mafia hanno moltiplicato le proprie attività. Se guardiamo a quel periodo osserviamo la maggiore presenza della mafia nel settore edilizio. In ogni settore in difficoltà, le mafie sono intervenute per sopperire le esigenze e arricchirsi". "Per questo il lockdown ha visto una moltiplicazione dei siti online - ha concluso - le organizzazioni mafiose hanno il problema di reinvestire una massa enorme di denaro. Parliamo, per esempio, di 30 miliardi l'anno solo per il traffico di stupefacenti. E si tratta di un dato vecchio di dieci anni".

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