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Nel marzo del 2021 la Guardia di Finanza aveva effettuato decine di perquisizioni a carico di 39 indagati, tra cui l'ex rettore di Firenze e numerosi docenti. L'inchiesta della Procura guidata dal procuratore aggiunto Luca Tescaroli e dal sostituto Antonino Nastasi ha portato nuovi sviluppi in merito alle attività investigative sugli schemi dei concorsi truccati di medicina. La procura ha rivenuto durante le perquisizioni alcuni documenti, uno in particolare ha fatto saltare gli investigatori sulla sedia: si tratta di un file rinvenuto nel pc di Niccolò Marchionni (uno degli indagati) nel marzo di un anno fa e depositato dai pm nelle scorse settimane in vista della decisione sulle interdizioni (rigettate in larga parte dal gip) a carico degli indagati. Il file in questione è intitolato "situazione chiamata associati" e contiene i nomi dei vincitori di diversi concorsi, alcuni dei quali ancora in svolgimento e altri da indicare: quelli in endocrinologia, chirurgia toracica, medicina interna, malattie dell'apparato cardiovascolare e cardiochirurgia, tutti aggiudicati tra l'ottobre del 2015 e il dicembre 2018. "Quattro posizioni sono già state utilizzate - si legge nel testo - Quattro sono 'in itinere': 1-2 ortopedia, 3 Edoardo Mannucci (endocrinologia), 4 Voltolini (chirurgia toracica)". Poi le posizioni "residue" quelle di "Andrea Ungar (Medicina Interna), Jacopo Olivotto (cardiologia), Pier Luigi Stafano (cardiochirurgia)". Gli investigatori hanno accertato che le posizioni 'in itinere' si riferiscono a concorsi in svolgimento e quelle 'residue' a concorsi non ancora indetti. Così riassumono i Finanzieri: "Alla data del 9 luglio 2015 il professor Marchinonni era a conoscenza dei vincitori delle procedure”, tra l’altro, evidenziano gli investigatori, quel giorno corrisponderebbe all’ultima data di modifica del file. Inoltre nelle scorse settimane è stata depositata una chat (risalente all'ottobre 2020) in cui due indagati (Marco Carini, ex direttore di oncologia di Firenze e il collega Corrado Poggesi) avevano parlato di fare mobbing su un professore "ribelle", cioè il cardiochirurgo in servizio a Firenze Massimo Bonacchi, divenuto bersaglio dello sfogo, per il suo ruolo in altra vicenda giudiziaria (legata al bando di cardiochirurgia) ,costato nell'ottobre scorso ai due indagati il rinvio a giudizio con l'accusa di aver intimidito - insieme agli altri colleghi Pier Luigi StefanoNiccolò Marchionni e Paolo Bechi, gli ultimi due coinvolti anche nel filone di indagine della Procura di Firenze con altri 39 indagati - lo stesso Bonacchi per cercare di convincere a citare nei propri lavori anche Pier Luigi Stefano e aiutarlo così a vincere il bando di concorso. I pm di Firenze vedendo il quadro della situazione hanno contestato anche il reato di abuso d'ufficio in quando quel concorso sarebbe stato poi 'cucito' addosso al candidato. "Io una soluzione la avrei, un po’ di mobbing obbligandolo a dare guardie e lavorare...Chiaramente si dimentichi i concorsi" aveva detto l'ex direttore Marco Carini all'ex direttore del dipartimento di medicina sperimentale e clinica dell'Università di Firenze Corrado Poggesi. Le chat in mano agli inquirenti hanno svelato anche le maldicenze che i due indagati volevano spargere tra i colleghi nei confronti di Bonacchi. Il 9 ottobre 2020 Poggesi aveva scritto a Carini, in merito alla decisione di Bonacchi di non prendere servizio come associato a Bari: "Pare che non vada più, pare che il rifiuto sia suo". E altro: "Spargiamo la voce che non l'hanno voluto". La conversazione prosegue il 30 ottobre e i toni diventano più sempre duri: "Se lo potessi gestire io in questo ultimo mio anno...lo farei divertire". L'inchiesta era stata aperta grazie a una lettera anonima ricevuta il 23 ottobre 2019 dal procuratore aggiunto di Firenze, Luca Tescaroli, che a sua volta la aveva inviata al suo capo Giuseppe Creazzo. Nella missiva l'anonimo, un asserito “accademico di Medicina di Careggi”, scriveva: “Gentilissimo. Sono un accademico di Medicina di Careggi, penalizzato ed escluso dalla mafia dei baroni che da anni decide vita e morte di una classe di medici che, salvo rarissime eccezioni, in un silenzio omertoso, accetta di buon grado ogni decisione, qualunque essa sia, sperando un giorno di coronare il suo sogno di mediocre universitario: avere la cattedra! Bene, dopo i recenti scandali, nulla è cambiato (…). Ho letto con entusiasmo che la vicenda cattedropoli le è stata affidata e confido nella sua integerrima capacità di perseguire l’attività illecita, già dimostrata in veste di pm in processi chiave del nostro paese. Sappia che non uno dei concorsi che si stanno svolgendo è regolare. Praticamente tutti sono caratterizzati da bandi profilati atti a facilitare un vincitore, che nel 90% dei casi è un interno, spesso unico candidato presente! È una vergogna!”. E poi ancora: "So che l’anonimato non rappresenta il massimo, ma non tutti hanno la forza e la possibilità di seguire strade giudiziarie. Spero che possiate interrompere questa vergogna!”. In quella lettera venivano anche allegati 11 nominativi per altrettanti concorsi. “Per dimostrarLe che non mi sbaglio - scriveva l’anonimo a Tescaroli - Le indicherò i vincitori dei concorsi accademici in atto prima ancora che molte commissioni presiedute dai baroni di Careggi si siano ancora insediate”.  Anche se allo stato non è possibile dire se davvero il 90% dei concorsi sia stato truccato, ma molti elementi riferiti dall'anonimo sembrano essere stati accertati.

Foto © Imagoeconomica

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