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Ancora un raid vandalico nei locali del Centro antiviolenza annesso al Centro di accoglienza Padre Nostro fondato da don Pino Puglisi, il prete ucciso dalla mafia il 15 settembre del 1993. L'incursione si è verificata la notte tra l'8 e il 9 gennaio. Ignoti hanno sfondato con un masso il vetro della porta secondaria che si affaccia in un piccolo cortile, sovrastato dall'alta ciminiera.
Abbiamo raggiunto Maurizio Artale, presidente del centro, che ha denunziato il fatto assicurando che ciò non impedirà ai tanti volontari di proseguire nel proprio lavoro di aiuto alla gente di Brancaccio.
"Sfondare una porta con un vetro anti sfondamento, entrare e non rubare nulla è un segnale che va interpretato - ha detto - E' come se vi sia una sfida di chi vuole dimostrare che quando vuole può fare qualsiasi cosa. Non è la prima intimidazione o minaccia che riceviamo. E non è stata nemmeno la peggiore. Ma come abbiamo fatto in altre occasioni andremo avanti. Perché dalla nostra parte c'è la maggior parte della gente di Brancaccio che crede nel cambiamento".

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