Verificare l'eventuale coinvolgimento della criminalità organizzata nel disastro della Moby Prince, il traghetto andato a fuoco oltre 30 anni fa, il 10 aprile del 1991, dopo la collisione con la petroliera Agip Abruzzo nella rada del porto di Livorno. Questo, secondo quanto appreso, lo scopo dell'inchiesta sul caso aperta dalla Dda di Firenze, di cui è stata data notizia in questi giorni dalla stampa. Nell'ambito delle indagini i magistrati fiorentini avrebbero incaricato il geominerario esplosivista Danilo Coppe, superesperto che ha effettuato consulenze anche nell'ultimo processo di appello sulla strage della stazione di Bologna, di verificare l'eventuale presenza di esplosivo sul Moby Prince, e in generale di accertare se a bordo del traghetto si siano verificate esplosioni. Gli accertamenti, sempre in base a quanto si apprende, saranno effettuati sui campioni raccolti dai periti che hanno lavorato in passato sul caso. Il materiale, custodito a Livorno, dovrebbe essere reso disponibile già nei prossimi giorni. L'inchiesta della Dda di Firenze, volta esclusivamente ad accertare il possibile coinvolgimento della criminalità organizzata, sarebbe parallela a un'altra più ampia aperta presso la procura di Livorno. Sulla tragedia del Moby Prince, in cui persero la vita 140 persone tra passeggeri e componenti dell'equipaggio, è stata istituita anche una commissione parlamentare d'inchiesta.
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Moby Prince: Dda apre inchiesta su possibile coinvolgimento criminalità
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