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Pasquale Bonavota, esponente di spicco della ‘Ndrangheta locale di Sant'Onofrio e condannato all'ergastolo e ricercato dal 2018, già presente nell'elenco dei latitanti pericolosi, entra ufficialmente a far parte del gruppo dei "latitanti di massima pericolosità del Programma Speciale di Ricerca". In testa alla lista dei 'top wanted', che contiene 7 nomi, c’è lo storico boss trapanese Matteo Messina Denaro.
La decisione di inserire nel nuovo elenco Bonavota è stata assunta nella sua ultima riunione dal GIIRL, il Gruppo Integrato Interforze per la ricerca dei latitanti istituito presso la Direzione Centrale della Polizia Criminale del Dipartimento della Pubblica Sicurezza con il compito di raccogliere e analizzare le informazioni, fornite dalla Polizia di Stato, dall'Arma dei Carabinieri, dalla Guardia di Finanza, dalla Dia e poi da Aisi e Aise, utili a individuare, sulla base di specifici criteri di valutazione, i latitanti di maggiore spessore criminale. Nel corso della stessa riunione è stato inoltre deciso l'inserimento nell'Elenco dei latitanti pericolosi di altre undici persone, due delle quali ritenute affiliate a cosche della ‘Ndrangheta ed una donna, Mara Calderaro di Maratea (Potenza), esponente di spicco di un clan camorristico, ricercata dal 2018 e condannata per associazione a delinquere finalizzata all'emissione di fatture per operazioni inesistenti ed al riciclaggio internazionale.
Pasquale Bonavota è considerato il reggente dell’omonimo clan di Sant’Onofrio e “mente” dell’omonima famiglia anche per i paesi limitrofi, zona industriale di Maierato compresa. Il fratello Domenico Bonavota, ritenuto il capo dell’ala militare, è stato catturato il 9 dicembre del 2020, scovato dai carabinieri nell’abitazione di persone insospettabili.

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