Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per migliorare la navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’uso del sito stesso. Per i dettagli o per disattivare i cookie consulta la nostra cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque link del sito acconsenti all’uso dei cookie.

Ieri l’intervento all’Antimafia del tossicologo Giancane: “Manca non era assuntore abituale di eroina”

La verità è una sola e non si può occultare per sempre". Ad affermarlo è Angela Manca, madre di Attilio, l'urologo originario di Barcellona Pozzo di Gotto che fu trovato morto la mattina del 12 febbraio del 2004, a Viterbo. "Da quasi diciotto anni le persone oneste e per bene che si sono occupate di Attilio dicono che è stato ucciso, e basterebbe soltanto guardare le foto del suo corpo martoriato. Ci sono altri, tuttavia, che hanno fatto di tutto per nascondere la verità, depistare, sporcare la sua memoria". Proprio ieri in commissione Antimafia è stato ascoltato il medico tossicologo Salvatore Giancane: "Ci sono dei dubbi sul fatto che Attilio Manca si sia autosomministrato l'eroina", ha detto.

Manca era mancino e i segni delle punture sono stati trovati sul braccio sinistro. C’è chi afferma che avrebbe scelto quel braccio perché, sul polso, portava l'orologio e dunque avrebbe potuto nascondere i segni. Tuttavia, ha osservato Giancane, la tesi non sta in piedi: un medico, prima di entrare in sala operatoria, toglie l'orologio per lavarsi le mani per cui se così fosse stato sarebbe stato un camuffamento poco efficace. E Manca era un chirurgo che lavorava molto. "Se ho mai visto una persona iniettarsi una dose di eroina senza usare il braccio dominante? Mai, solo in caso di esaurimento di accessi venosi sull'altro braccio", ha detto il medico. "Sul cadavere di Attilio Manca sono stati repertati solo i fori delle due somministrazioni, nessun altro segno di pregresse assunzioni o venopunture". Manca, secondo Giancane, "non rientrava nel profilo degli assuntori abituali. Stiamo parlando di un brillante chirurgo che aveva importato in Italia delle tecniche operatorie che praticava soltanto lui. Un assuntore abituale di eroina non raggiunge questi traguardi". Il polso, inoltre, per una iniezione è una sede atipica e pericolosa. Bisogna poi sottolineare che "sulle siringhe ritrovate non sono state rinvenute le impronte di Manca". Secondo la sua famiglia, Attilio Manca è una vittima di mafia e sarebbe stato ucciso dopo aver operato a Marsiglia il Capo mafia di Corleone Bernardo Provenzano.

ARTICOLI CORRELATI

Caso Manca, il tossicologo in Antimafia: ''Dubbi su auto-somministrazione di eroina''

Caso Attilio Manca. Nuovo collaboratore potrebbe far ripartire indagini a Roma

ANTIMAFIADuemila
Associazione Culturale Falcone e Borsellino
Via Molino I°, 1824 - 63811 Sant'Elpidio a Mare (FM) - P. iva 01734340449
Testata giornalistica iscritta presso il Tribunale di Fermo n.032000 del 15/03/2000
Privacy e Cookie policy