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"La legge 109 per il riutilizzo pubblico e sociale dei beni confiscati alle mafie, che nel 1996 raccolse più di un milione di firme, certamente rappresenta uno schiaffo all'organizzazione criminale, ma diventa una bonifica sia culturale che sociale di un territorio". Sono le parole di don Luigi Ciotti, presidente di Libera, intervenuto alla celebrazione per il 25esimo anniversario della cooperativa sociale “Pietra di Scarto” a Cerignola, che dal 2010 gestisce un bene confiscato occupandosi di legalità. "Il riutilizzo dei beni confiscati alla Mafia - ha aggiunto il sacerdote - vuol dire creare condizioni per offrire alla collettività delle opportunità che danno libertà, dignità, lavoro a tante persone". Per questo, ha concluso don Ciotti, “la confisca e l'uso sociale dei beni resta uno dei capisaldi del contrasto alle organizzazioni criminali".

Foto © Imagoeconomica

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