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Draghi è un uomo intelligente, che rappresenta l’aristocrazia finanziaria fautrice dell’attuale sistema monetario. Un sistema che impone austerità permanente ai Paesi mentre elargisce generosità a sé stesso. L’eurozona ha generato crisi enormi: poteva crollare o salvarsi stampando euro per coprire la bancarotta di Stati e società. Draghi ha convinto Merkel a seguire la seconda opzione: hanno imposto prestiti predatori agli Stati e regalato montagne di euro a chi non ne aveva bisogno. La presidenza Draghi alla Bce ci ha dato un’eurozona più stabile, al costo di una stagnazione perpetua nel continente, che si frammenta e arretra rispetto a Usa e Cina”. Sono state queste le parole dell’ex ministro delle Finanze greco Yanis Varoufakis in un'intervista rilasciata al Fatto Quotidiano durante la quale ha parlato del suo romanzo: "Un altro presente" (La nave di Teseo), scritto sulla falsa riga dei dialoghi di Platone in cui dei personaggi dialogano tra di loro al fine di arrivare a delle intuizioni in merito a dei quesiti.

Yanis Varoufakis, economista post-keynesiano, docente di teoria economica presso l’Università di Atene ed ex Ministro delle Finanze del primo Governo Tsipras è un uomo che nella sua vita politica si è battuto contro quell’oligarchia finanziaria transnazionale che, oggi domina l’Europa come domina il mondo intero, e che esula dalla capacità di intervento degli Stati nazionali per come li conosciamo. Tra le pagine del suo libro offre dei racconti in cui si descrive un mondo di mercati senza capitalismo, di democrazia senza oligarchia, di società senza ingiustizie. Insomma una realtà in cui, usando le sue parole, “il demos (popolo ndr) deve tornare al centro” e nella quale vengono applicate “misure a sostegno dei molti, per disinnescare i pochi”.

Secondo Varoufakis tale scenario non era lontano dal concretizzarsi: “La pandemia ci ha dato un’opportunità di cambiare strada ma i leader europei hanno impedito che ciò accadesse” ha detto. Infatti in piena emergenza Covid “la Bce ha stampato altri 2 trilioni di euro perché l’Ue rimanesse sulla stessa strada. Il NgEu (next generation eu meglio nota coi nomi di Recovery Fund o Recovery Plan ndr) garantirà ingenti somme ai pezzi grossi, ma a livello macroeconomico e sulla transizione verde è insignificante".

Questa situazione, come spiegato da Varoufakis, è diametralmente opposta rispetto alla visione descritta nel suo libro: "nella mia, il fondo fiduciario per ogni neonato – o un reddito di base per ogni adulto – è finanziato direttamente dalla banca centrale. Sono favorevole a tassare i super-ricchi, ma è impossibile raccogliere sufficiente denaro con una patrimoniale. Per questo i progressisti dovranno essere coraggiosi, sfidando Draghi e compagnia. Se oseranno mettere in dubbio la proposta, ricorderemo loro che stanno stampando trilioni per l’oligarchia di banchieri e corporazioni. Perché non darli direttamente ai cittadini? Diranno che l’albero dei soldi è per pochi".

Secondo l'ex ministro delle finanze della Grecia, occorre mettere le basi per una vera democrazia che, come ha spiegato nell'intervista, "per Aristotele è un sistema di governo in cui i più poveri – la maggioranza – prendono le decisioni importanti". Ma questo modello politico "non l’abbiamo mai avuta e la gente lo sa - ha detto Varoufakis - Abbiamo vissuto sotto varianti di oligarchia. L’apatia elettorale non è un fallimento del sistema, è una sua caratteristica progettuale. I progressisti devono sapere che il sistema non è pensato per essere democratico: può diventare tale solo dopo uno scontro con i suoi proprietari de facto".

Proprietari che siedono ai vertici dei grandi mercati e delle grandi multinazionali finanziarie. Si potrebbe pensare a questo punto che esista quindi una sorta di scontro tra lo Stato e il mercato, ma secondo l'autore del libro è un falso mito poiché "chi discute lo scontro Stato-mercato?" - chiede Varoufakis - "La grande finanza, che si agita all’idea che la banca centrale possa ridurre i miliardi che stampa per conto suo? Non credo: ama la Bce, un’entità statale. Le grandi imprese, che festeggiano i miliardi del Recovery Fund? Adorano il sistema statale che le renderà molto più ricche. Le grandi banche, che continuano a vivere perché salvate dagli Stati? Non credo: ringraziano lo Stato nelle loro preghiere ogni sera. L’unica volta che l’oligarchia tira fuori la distinzione tra Stato e mercato, dicendo che il privato è sempre meglio del pubblico, è quando vuole impedire politiche che aiutino i deboli". E poi ancora: "c’è sempre un’alternativa alle idee stupide e non c’è idea più stupida del Fiscal Compact. Ma non esistono prospettive di cambiamento sostanziale delle regole. Un governo tedesco in cui l’equilibrio del potere è detenuto dal partito liberale non condurrà a un allentamento del freno costituzionale sul debito. Potrà esserci un aumento del rapporto consentito debito/Pil dall’attuale 60% al 100%. Ma anche così per raggiungerlo ci vorrebbe una spinta di austerità irragionevole per l’Italia, figuriamoci la Grecia!".

Foto © Imagoeconomica

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