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"Giovanni Falcone per primo parlò di un contrasto economico e finanziario alla mafia. Oggi questa necessità è ancora più vera e urgente. L'uso strategico delle indagini bancarie e finanziarie è una delle basi per contrastare la criminalità organizzata. Vanno aggrediti i sistemi che portano i soldi delle mafie all'interno del sistema legale economico”. Sono state queste le parole del  Procuratore nazionale Antimafia e Antiterrorismo Federico Cafiero de Raho  durante il  convegno 'La digitalizzazione degli strumenti finanziari: opportunità e rischi’ che si è tenuto nella sede di Milano della Banca d'Italia, in collaborazione con l'Associazione Nazionale per lo Studio dei Problemi del Credito.
Cafiero de Raho durante il suo intervento ha fatto anche il punto della situazione in merito ai rischi che potrebbero sorgere con l’utilizzo dei nuovi sistemi di pagamento elettronici, i quali essendo potenzialmente anonimi aumentano le possibilità di infiltrazioni criminali nel sistema finanziario, bancario ed economico.  "Le criptovalute sono tra le più pericolose - ha detto il procuratore antimafia -  quando si parla di pagamenti anonimi, non tracciabili e che possono finire per essere un percorso primario per il narcotraffico. Ci sono migliaia di virtual asset, perché non si parla solo di Bitcoin, che stanno crescendo grazie alla tecnologia blockchain, che permettono contrattazioni finanziarie senza bisogno di un terzo intermediario, come sono di norma le banche. Questo crea un grande problema di controllo diffuso sulle transazioni criminali, ai fini di riciclaggio di denaro sporco. I virtual asset non costituiscono solo un fattore di rischio, ma anche una grande possibilità di sviluppo. Quindi non si possono contrastare limitando la loro crescita, ma si deve creare un sistema virtuoso. Serve un sistema di controllo diffuso attraverso la responsabilizzazione da parte di cambiavalute e gestori di portafoglio che debbono controllare i virtual asset attraverso le blockchain. Se i virtual asset non permettono una conoscenza perfetta degli utenti, dall'altra parte essi permettono, quasi sempre, una conoscenza delle transizioni. In questo modo - ha concluso de Raho -  si potrebbe bloccare le transazioni illecite, fermando il passaggio finanziario da parte di organizzazioni criminali, seguendo le transazioni fino ai conti correnti sospetti che potrebbero venir sequestrati”.

Foto © Emanuele Di Stefano

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