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E' necessario intervenire sulle criptovalute e sui sistemi di pagamento anonimi, che consentono alle mafie di effettuare transazioni sempre più difficili da monitorare. Lo ha dichiarato il procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo, Federico Cafiero de Raho, durante i lavori dell'evento sul Programma Falcone-Borsellino sulle strategie e tecniche di contrasto al crimine transnazionale organizzato, che apre la X Conferenza Italia-America Latina e Caraibi. "Il Bitcoin e i sistemi di pagamento anonimi sono canali su cui occorre intervenire con adeguate misure volte a garantire maggiore trasparenza", ha sottolineato de Raho, "i canali virtuali sono tantissimi e difficilmente monitorabili senza la piena collaborazione di tutti, collaborazione che dovrebbe essere immediata, attiva e sentita". "Bisogna interrompere i flussi finanziari stabiliti dalle organizzazioni criminali per reinvestire le loro ricchezze nel mondo tramite attività apparentemente legali che determinano una concorrenza impossibile da sopportare per le imprese sane", ha detto ancora de Raho.
Successivamente il Procuratore nazionale antimafia ha evidenziato come le organizzazioni criminali italiane "operano con estensione in Europa, Canada, Stati Uniti, Centro e Sud America, in alcuni Paesi africani e in altri Paesi del mondo, ampliando progressivamente il campo di attività nei traffici illegali, privilegiando i Paesi ove minore è il contrasto, sia per la debolezza della legge, sia per la mancanza di specializzazione delle forze in campo”. Per questo, dunque, “la specializzazione dei magistrati è tema fondamentale, affinché sia radicata l'esperienza per comprendere e capire la presenza criminosa, perché le mafie utilizzano sistemi sempre più raffinate per introdursi nell'economia ma modalità di azioni simili e replicate ad ogni latitudine".
Successivamente il magistrato ha voluto evidenziare come la collaborazione nella lotta alla mafia tra l'Italia e i Paesi dell'America Latina "si è sviluppata in modo straordinario". 
"Basti pensare al caso di Rocco Morabito - ha aggiunto - arrestato nel maggio del 2020 grazie alla collaborazione tra le forze di polizia italiane e brasiliane, cosi' come delle rispettive autorità giudiziarie".

Foto © Imagoeconomica

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