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L’intervista a Cusano Italia Tv: “Spesso le sentenze finiscono in prescrizione ma i fatti rimangono”

Il termine ‘candidati impresentabili’ andrebbe allargato ancora di più”. A dirlo è Aaron Pettinari, intervenuto in diretta su Cusano Italia Tv al programma RESTART 264 parlando dell’attualissimo tema dell’incandidabilità di certi politici alle elezioni, ora che si sono tenute di recente in numerosi comuni della penisola. Secondo il caporedattore di ANTIMAFIADuemila l’incandidabilità deve andare “oltre alla legge Severino, perché come diceva Paolo Borsellino molto spesso ci si ferma alle sentenze ma sarebbe un errore. L’esempio che faceva Borsellino era molto semplice - ha spiegato - per l’opinione pubblica se la magistratura non riesce a condannare un personaggio questo è un uomo onesto anche se questo frequentava, per esempio, un mafioso”. “Determinate frequentazioni - ha continuato - nonostante, non ci siano prove sufficienti ad arrivare a un giudizio processuale, devono essere un allarme al quale i partiti devono fare attenzione”. Su questo punto, infatti, Pettinari ha osservato che sarebbe sufficiente “che tutti i partiti facessero una selezione più forte rispetto ai nomi che vengono proposti”. Sempre sulla questione, il giornalista ha aggiunto che “spesso le sentenze finiscono in prescrizione, ma determinati fatti gravissimi o determinati modus operandi rimangono, non si possono spazzare via. Il termine impresentabilità passa anche da queste azioni che sono state compiute anche se la giustizia non è riuscita a giudicarle o condannarle”, ha concluso.

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