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L’operazione (denominata “Green Power”, ndr) conferma la recente fotografia tracciata dalla Dia sul narcotraffico nel foggiano” ha evidenziato in conferenza stampa il magistrato Antonio Laronga aggiungendo che “San Severo si conferma crocevia strategico per la vendita di droga sia nel nord della Capitanata e sia verso regioni confinanti come Molise e Abruzzo”.
Il blitz condotto dai carabinieri e coordinato dalla procura di Foggia, ha portato all'individuazione di 15 persone indagate per reati legati al traffico e alla produzione di droga, dimostra non solo, secondo gli inquirenti, "una maggiore proiezione della rete dello spaccio fuori dal foggiano, approfittando in particolare della prossimità territoriale con il Molise" ma anche "una capacità delle organizzazioni e dei sodalizi criminali di produrre autonomamente sostanze stupefacenti, da immettere sul mercato del narcotraffico, senza quindi necessariamente rivolgersi a fonti di approvvigionamento esterne". Nell'ambito dell'operazione i provvedimenti eseguiti hanno interessato la Bat e la Capitanata. Nel basso tavoliere sono state arrestate cinque persone di Trinitapoli (Barletta - Andria - Trani) di età compresa tra i 40 e i 65 anni coinvolti nella produzione di marijuana. Inoltre a Trinitapoli, nella Bat, i carabinieri hanno arrestato cinque persone - dai 40 ai 65 anni - accusati di aver realizzato a Cerignola, nel Foggiano, una maxi piantagione di marijuana, già sequestrata lo scorso 6 luglio: si tratta di una delle più grandi coltivazioni illegali sequestrata negli ultimi anni in provincia di Foggia. In tutto sono state estirpate quasi 5.000 piante di marijuana, del peso complessivo di circa una tonnellata e mezzo, con un principio attivo di circa mezzo quintale, da cui era possibile ricavare quasi due milioni di dosi medie giornaliere, che avrebbero poi fruttato alla criminalità, sul mercato del narcotraffico, almeno 10 milioni di euro. Nell'altra operazione, i militari hanno smantellato una rete di spacciatori di cocaina, hashish e marijuana, dando esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 10 persone di Serracapriola, Chieuti e San Severo, di cui 3 sono andate in carcere, 5 agli arresti domiciliari e 2 hanno avuto l'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria: tutti sono accusati, a vario titolo, di detenzione e cessione di sostanze stupefacenti, continuata e in concorso. Le indagini, che si sono svolte tra febbraio e maggio 2020 in pieno lockdown per l'emergenza sanitaria del Covid 19 ha accertato la presenza di una fitta rete di spacciatori nei comuni del Foggiano. La loro "clientela" era geograficamente variegata: gli acquirenti provenivano non solo dal territorio foggiano ma, anche, dalle vicine regioni Molise e Abruzzo. Le comunicazioni per l'acquisto e la vendita della droga avvenivano con un linguaggio criptico, per eludere eventuali intercettazioni, con l'utilizzo di termini come "benzina", "diesel" o "olio", a seconda infatti della tipologia della sostanza fornita. Durante le intercettazioni è emerso che due dei soggetti coinvolti, che ricoprivano ruoli di vertice, avevano inoltre posto le basi per la spartizione delle piazze di spaccio, criticando aspramente i tentativi delle "nuove leve" di concorrere con loro nella gestione delle "piazze di spaccio" rispettivamente oggetto di controllo. E' stata anche accertata l'assidua e continuata attività di intermediazione tra assuntori e spacciatori da parte di una delle persone finita agli arresti domiciliari, vero e proprio "broker" della droga, che sfruttava questa posizione per avere in cambio sconti sull'acquisto o direttamente dei "doni" di sostanza stupefacente per il servizio prestato.

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