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Ieri sera a Villa Filippina, Palermo, Giovanni Impastato ha presentato il suo nuovo libro “Mio fratello”, da poco pubblicato dalla libreria Nuovo giorno. L’evento è stato organizzato dal CNA che, attraverso il suo segretario Pippo Glorioso, ha illustrato la nuova linea della Confederazione, aperta alle novità culturali e ai temi di forte impegno civile. L’iniziativa è stata coordinata da Giovanni Pagano, giornalista, che ha ripercorso alcuni momenti della sua esperienza e della sua conoscenza di Peppino Impastato, che gli hanno cambiato la vita. L’autore, Giovanni ha illustrato alcuni contenuti e passaggi del suo libro, che non vuole essere un documento storico ma il racconto di momenti da lui vissuti con il fratello, a stretto contatto con esponenti delle consorterie mafiose facenti capo a suo zio, Cesare Manzella, nella cui tenuta la famiglia di Peppino ha trascorso alcuni periodi. Le esperienze di Peppino e Giovanni ruotano attorno ad alcune figure, come il padre, la madre, lo zio Matteo Bartolotta, la zia Fara e ad alcuni momenti storici, il più importante dei quali è quello della scelta della costruzione dell’aeroporto di Punta Raisi. I vari momenti dell’infanzia e dell’adolescenza dei due fratelli sono inframezzati dal ricordo di momenti come le Olimpiadi del ’60, il Musichiere, la Juve di Sivori e Boniperti, e ad alcuni eventi sui quali Peppino pose la sua attenzione, come la strage di Piazza Fontana e quella della casermetta di Alcamo, alla ricerca dei nessi che legavano mafia, neofascismo e connessioni tra queste forze oscure nella storia degli anni 60 e 70.


impastato giovanni santino umberto


Umberto Santino ha parlato del Memoriale Antimafia, del quale si sta occupando e ha citato più volte, il libro recentemente ripubblicato “ La mafia in casa mia”, un’intervista da lui curata a Felicia Impastato, come punto in cui sono riportati molti degli eventi di cui parla Giovanni nel suo libro. Salvo Vitale ha detto che la definizione con la quale nel retro copertina è definito il libro di Giovanni, ovvero “il romanzo della vita di suo fratello, indissolubilmente legata alla sua” indica pienamente la struttura del libro, cioè una sorta di romanzo-racconto, sempre in itinere e in formazione, attraverso il lungo cammino iniziato con l’infanzia di Peppino, che continua ancora oggi, attraverso i vari momenti che hanno caratterizzato questa storia ancora “aperta”.
In chiusura del suo intervento ha raccontato un momento della trasmissione “Onda Pazza”, cioè la “Festa della ricotta”, per chiarire il livello di scontro determinatosi tra il gruppo legato a Peppino e quello dei mafiosi di Cinisi stretti attorno a Gaetano Badalamenti. L’evento è stato apprezzato dai numerosi partecipanti, un centinaio dei quali, alla fine, ha acquistato il libro.

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