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Antonio Ingroia: “Un libro capace di stimolare e difendere lo spirito critico”

“Ai confini dell’inferno”. È il nome del libro presentato ieri dalla Libreria Zacco a Palermo durante l’ultimo appuntamento del mese di luglio delle “Botteghe Letterarie”. L’evento, moderato da Roberto Greco, ha avuto come ospiti l’autore del libro I.M.D., il dott. Antonio Ingroia e il giornalista Pino Maniaci. Un romanzo contenente una nuova indagine per il commissario Castrogiovanni, stavolta coinvolto in un affare di “global mafia”. Il momento non è dei migliori per il nostro protagonista, sopravvissuto miracolosamente a una raffica di pallottole. Difficile individuare i mandanti dell’attentato: da quando il siciliano è a capo del commissariato di Grotte, vicino Napoli, sono tanti i bastoni che ha messo tra le ruote della malavita e dei poteri forti locali. Come se non bastasse, una volta dimesso dall’ospedale, scopre di essere stato trasferito in una nuova sede al confine con la Svizzera. I suoi fedeli uomini, però, non intendono restare con le mani in mano: pur “orfani” del loro superiore, sono più che mai decisi a scovare i responsabili dell’agguato. Una storia complessa che sembra coinvolgere un integerrimo avvocato che amministra i beni confiscati alla mafia e un onesto magistrato, affogato dai debiti di gioco, nella gestione di una grossa azienda petrolifera posta sotto sequestro, che da un lato nasconde ancora infiltrazioni mafiose, dall’altro è stata quasi acquisita da un’azienda di Stato. Ed è proprio la gestione dei beni confiscati alla mafia il fulcro del romanzo.
Ho iniziato a scrivere romanzi quando ero alla sezione Catturandi e mi occupavo della ricerca dei latitanti. Mi promisi una cosa: raccontare con la scrittura spaccati di verità reali e riscontrati nell’arco della mia vita lavorativa - ha commentato l’autore di “Ai confini dell’inferno” (Edizioni Leima) - lo scopo dei miei libri è anche pedagogico ovvero cerco di far divertire i lettori coinvolgendoli nei fatti che realmente accadono nella quotidianità. “Questo libro - ha continuato I.M.D. - parla di colletti bianchi che senza scrupoli cercano di accaparrarsi la ricchezza pubblica per farne uso proprio senza guardare in faccia a nessuno, spingendosi anche a organizzare un attentato ai danni del protagonista: il commissario Castrogiovanni. Una figura che nasce dall’incrocio di due persone realmente esistite: Oscar Castrogiovanni e Mauro Biglione, due veri poliziotti di Palermo, di quelli che sapevano fare le indagini e non guardavano in faccia a nessuno”. Un libro avvincente in cui nel sottofondo si intravede costantemente la legge “Rognoni - La Torre” che legifera proprio sui beni confiscati. “Questo libro - ha dichiarato l’avvocato ed ex magistrato Antonio Ingroia - per il tema raccontato e per il contesto in cui si inserisce mi tocca e mi riguarda da vicino in tutta la mia storia, sia da giovane per la tesi che feci, sia durante la mia carriera prima da magistrato ed ora da avvocato”. “È una cosa gravissima per un Paese che voglia avere la dignità e l’autorevolezza agli occhi dei propri cittadini - ha proseguito il legale - essere stato esso stesso interprete di reati gravissimi, avendo utilizzato quel preziosissimo strumento antimafia (la legge Rognoni - La Torre, ndr) per fare i propri affari. Se gli esecutori della legge riescono ad usare la stessa per finalità fuorilegge c’è qualcosa che non funziona nella legge stessa perché in teoria dovrebbe essere improntata in modo da non permettere a nessuno di evaderla”.
Insomma, il libro è un romanzo che coinvolge un vasto pubblico e non solo gli appassionati alla materia. Ma soprattutto è un’opera volta a tutelare e stimolare un certo spirito critico nei lettori affinché possano diventare cittadini migliori. “Noi dobbiamo difendere sempre lo spirito critico. Lo stesso che certe persone ci vogliono spegnere. E leggendo questo libro è possibile mantenere acceso lo spirito critico”. Gran parte del ricavato dalla vendita delle copie del libro “Ai confini dell’inferno” è stato devoluto alla libreria “Antonino Agostino e Ida Castelluccio” di Palermo.

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