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Il minorenne accusato dell’omicidio della 16enne: “Perizia sul killer, verificare se ha inventato le voci”

La tragica fine della giovanissima Chiara Gualzetti di appena 16 anni il cui corpo è stato scoperto a pochi metri da casa il giorno dopo la sua scomparsa avvenuta di domenica lascia attoniti e senza parole.
La giovane 16enne - ritrovata senza vita nel parco dell’Abbazia di Monteveglio, nella zona delle colline bolognesi, vicino al confine con Modena - presentava ferite da arma da taglio al collo e sembra altre lesioni, come se qualcuno l’avesse picchiata. Le forze dell’ordine sono state avvisate della scomparsa della ragazza domenica pomeriggio dai genitori. Gli appelli sono stati condivisi anche sui social e rilanciati anche dal sindaco del Comune di Valsamoggia, Daniele Ruscigno.
Secondo la ricostruzione fornita dagli inquirenti il giovane che l'avrebbe uccisa è stato l’ultimo con cui aveva un appuntamento, l’ultimo ad averla incontrata. Durante la notte per lui è scattato il fermo eseguito dai carabinieri del nucleo operativo della compagnia di Borgo Panigale e dai carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Bologna e dovrà rispondere di omicidio aggravato dalla premeditazione e dal fatto che la vittima era minorenne. Intanto si attende le convalida del gip che potrebbe molto probabilmente essere confermata poiché si ravvisano “gravi indizi di colpevolezza e pericolo di fuga”.
A suo carico ci sarebbero infatti anche diversi riscontri oggettivi dal momento che secondo i pm il ragazzo aveva pianificato il delitto dando appuntamento alla giovane con l’intenzione di ucciderla e portando con sé un coltello che poi è stato ritrovato, ripulito, in casa del sospettato insieme al cellulare della vittima.
Il ragazzo ha fornito, secondo gli inquirenti, una ricostruzione “confusa” ma “congrua”, ossia di aver agito da solo e di non avere un complice.
A inchiodare il giovane killer è stata soprattutto una chat tra lui e la vittima, e un’altra del ragazzo con un’amica comune.
Ma sono i particolari delle sue dichiarazioni che fanno sorgere diversi dubbi in merito alla sanità mentale del fermato. Il ragazzo, secondo quanto si apprende, ha prima ricostruito in maniera lucida e precisa il delitto, ma sul movente ha dato più spiegazioni non comprensibili tra cui anche quella di aver agito spinto da "una forza superiore", una sorta di voce che gli avrebbe ordinato di uccidere la giovane Chiara.
“Sentivo il demone dentro di me, sono uscito di casa con un coltello per ucciderla” ha detto agli inquirenti i quali hanno deciso di valutare il ricorso all’accertamento psichiatrico, "faremo una perizia nei confronti del ragazzo fermato che ha una personalità particolare - hanno detto alcune fonti della Procura di Bologna - Bisogna vedere quanto c’è di costruito nel dire che sentiva ‘voci superiori’ che gli hanno detto di uccidere. Questo accenno suggerisce un approfondimento”.
Infine il 16enne ha detto che lei "diceva che voleva morire, lei era infatuata di me ma a me non piaceva”.
“Le indagini sono ancora in corso per risalire al movente reale - ha spiegato il comandante in sede vacante della Compagnia dei Carabinieri di Bologna Borgo Panigale, Riccardo Angeletti - Ma il giovane ha anche detto di essere stato infastidito dalle avance della giovane ragazza”.
Tuttavia questa versione sembra essere in forte dissonanza con le espressioni cupe e malinconiche scritte dalla ragazza, le quali potrebbero avere anche un collegamento con la sua morte, “Mi dicono che ho un bel corpo, mi dicono che sono intelligente e bella. E va sempre a finire che quando lo dicono, lo dicono per approfittarsi del mio corpo e della mia intelligenza. Oppure spariscono perché si stancano di provare a usare il mio corpo e si stancano della mia intelligenza” scriveva la giovane, la quale a inizio 2020 raccontava di una sua ingenuità, di “errori”, di una forza che non riusciva a trovare per affrontare chi, usando le sue parole, la tormentava “da anni con le prese in giro”.
Il padre della ragazza, Vincenzo Gualzetti, non si dà pace. "Voglio solo ringraziare tutti quelli che hanno collaborato" ha detto ai cronisti. Poi si chiuso nel silenzio
"In questi giorni si dirà di tutto e di più, fatto sta che ci troviamo davanti all’ennesimo femminicidio. E questa volta di una ragazzina di appena 15 anni" ha commentato sulla sua pagina Istagram il noto giornalista Paolo Borrometi.

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