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Erano soprattutto imprenditori del settore del commercio di mobili e dell'antiquariato in difficoltà le vittime della banda di usurai sgominata dalla Guardia di finanza di Palermo, che ha eseguito cinque misure cautelari personali e sequestrato beni per 500mila euro. Tra gli indagati, che devono rispondere, a vario titolo, di associazione a delinquere, esercizio abusivo dell'attività finanziaria, usura, estorsione e autoriciclaggio, c'era anche Giovanni Cannatella, 49 anni, antiquario di Palermo. "Era uno dei soggetti che collaborava nella ricerca delle persone in difficoltà", spiegano gli investigatori delle Fiamme gialle. La banda operava tra Palermo e Roma, dove il punto di riferimento era costituito da Achille Cuccia, 61 anni, raggiunto dal divieto di dimora nel territorio del Comune di Palermo. A capo del gruppo, invece, c'era Salvatore Cillari. i suoi complici lo chiamavano 'succhiasangue' e dalla sua poteva contare su 'parentele eccellenti'. "Tre dei suoi fratelli sono stati condannati per mafia, uno all'ergastolo. Il collegamento con Cosa nostra emerso dalle indagini è solo familiare", dicono ancora gli inquirenti. La banda applicava tassi di interesse sino al 140 per cento annuo e per convincere i creditori più 'riottosi' non esitava a ricorrere alle minacce. "Abbiamo ricostruito forme di pressione psicologica tramite minacce verbali, gli indagati erano pronti a recarsi a casa delle loro vittime e facevano loro capire che non andavano per discutere", concludono gli investigatori della Guardia di finanza.
"L'attività degli indagati non si è mai fermata. Anzi durante il lockdown è proseguita in modo ancora più intenso a causa della crisi economica prodotta dalla pandemia - ha spiegato, raggiunti dall'Adnkronos, il colonnello Gianluca Angelini, comandante del Nucleo di Polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza di Palermo - Abbiamo registrato anche prestiti di 500 o 1.000 euro, somme necessarie per le esigenze elementari di vita. Con il crescere del disagio e delle difficoltà delle vittime a restituire il denaro anche più pressanti sono state le richieste di restituzione delle somme e gli atteggiamenti violenti volti a recuperare il credito".
"Abbiamo individuato circa una ventina di vittime, ma crediamo che possano essere molte di più. L'invito a chiunque si fosse trovato coinvolto è di contattarci in modo da trovare ogni possibile forma di aiuto. Per loro c'è la possibilità di accedere a importanti forme di sostegno economico grazie ai fondi previsti per le vittime di usura".

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