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Cabras: “Abbiamo l'occasione per fare luce su aspetti trascurati nelle precedenti ricostruzioni della tragedia

L’Aula della Camera ha dato via libera all'istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sulle cause del disastro della nave "Moby Prince". I voti a favore sono stati 382, un contrario, un astenuto. A trent’anni dalla tragedia, a inizio aprile, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella aveva detto che "sulle responsabilità dell'incidente e sulle circostanze che l'hanno determinato è inderogabile ogni impegno diretto a far intera luce. L'impegno che negli anni ha distinto le associazioni dei familiari rappresenta un valore civico e concorre a perseguire un bene comune". La Commissione ha il compito di accertare le cause della collisione del traghetto Moby Prince con la petroliera , avvenuta il 10 aprile 1991 nella rada del porto di Livorno, e le circostanze della morte di centoquaranta persone tra passeggeri e membri dell'equipaggio in conseguenza della collisione . E' composta da venti deputati, nominati dal Presidente della Camera dei deputati in proporzione al numero dei componenti dei gruppi parlamentari, assicurando comunque la presenza di un rappresentante per ciascun gruppo. Procede alle indagini e agli esami con gli stessi poteri e le stesse limitazioni dell'autorità giudiziaria. Ha facoltà di acquisire copie di atti e documenti relativi a procedimenti e inchieste in corso presso l'autorità giudiziaria o altri organismi inquirenti, anche se coperti da segreto. Le spese per il funzionamento della Commissione sono stabilite nel limite massimo di 50.000 euro annui e sono poste a carico del bilancio interno della Camera dei deputati.
''Quel 10 aprile 1991, quasi 11mila giorni fa, è una di quelle giornate che non si presteranno mai a essere dimenticate, anche se c'è sempre chi, di fronte a disastri che implicano responsabilità macroscopiche, vorrebbe che si offuscasse la memoria''. Ha commentato così Pino Cabras, deputato sardo de L'Alternativa c'è, durante la sua dichiarazione di voto alla Camera per l'istituzione di una commissione parlamentare d'inchiesta sul disastro della Moby Prince. ''È sempre il Paese - continua - in cui qualche autorità vuole 'sopire e troncare', perfino di fronte a 140 morti. Per fortuna è anche il paese di chi reagisce e vuole svegliare la coscienza civile con la verità. Troppi errori e troppe illogicità nella ricostruzione ufficiale della collisione hanno reso faticoso ogni tentativo di tornare sulla pista giusta delle indagini. Quella sera non c'era nebbia, quella non era la causa della catastrofe. Dov'era veramente la nave Agip Abruzzo che la Capitaneria di Porto non riusciva a vedere? Perché il traghetto, ossia una nave popolata di tante anime, veniva scambiato per una piccola bettolina? Perché c'è un silenzio di 77 secondi tra due comunicazioni radio che dicono l'esatto contrario sulla presenza di persone ancora vive?''.
I giochi dei risarcimenti miliardari fra armatori - prosegue Cabras - si chiusero già nel 1992 lasciando ai familiari delle vittime i tempi lunghissimi e inceppati dei processi. Alcuni dei protagonisti di questa tragedia di inizio anni Novanta sono diventati poi i big del trasporto marittimo italiano. Certo, Snam e Agip hanno lasciato il ramo navale in poco tempo, ma la Navarma si è fatta grande, è diventata Moby Lines, e ha eroso a prezzi modici la ex Tirrenia, stranamente con debiti''. ''Abbiamo l'occasione - conclude - per fare luce su aspetti trascurati nelle precedenti ricostruzioni della tragedia non fermandoci agli ostacoli fin qui incontrati. Possiamo e dobbiamo ricostruire cause e responsabilità di quel 10 aprile del 1991. Lo dobbiamo alle vittime e a chi ne custodisce il ricordo. Lo dobbiamo alla Sardegna e alla Repubblica italiana, per ricostruire un patto di verità e di sicurezza''.

Foto ©️ Fotogramma/Ipa

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