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Tra i documenti alcuni su servizi segreti, Piazza Fontana e strage di Bologna

Un vero e proprio archivio di estrema destra. È quanto è emerso nel corso di una perquisizione condotta dalla Digos presso un appartamento nel quartiere di Cinecittà. Un covo dentro al quale sono state rinvenute decine di faldoni e centinaia di documenti, dalle carte del processo di Catanzaro sulla strage di Piazza Fontana a quelle del processo di Bologna per l'attentato alla stazione. Dagli appunti sui Nar alle note sui servizi segreti, da un fascicolo intestato a Valerio Fioravanti scritto da Stefano Delle Chiaie (fondatore del movimento di destra Avanguardia Nazionale) ad alcune pagine dedicate al caso Gelli-P2. A ciò si sono aggiunti anche un paio di oggetti riferiti a Benito Mussolini (un quadro e un calendario del 2016), oltre a manifesti, volantini, faldoni e altri documenti processuali (dal Golpe Borghese all'attentato al treno Taranto-Bologna). Insomma, nell’appartamento di Via Dino Rossi a Cinecittà, è stato rinvenuto un ingente quantitativo di materiale contenente la storia dell’estremismo di destra dell’ultimo mezzo secolo.

Il tutto, nell'ambito dell'inchiesta che vede indagate cinque persone per associazione sovversiva, propaganda e istigazione all'odio razziale. Tra queste compare il nome di Vincenzo Nardulli, ex appartenente ad Avanguardia Nazionale. Per gli inquirenti l’appartamento perquisito, "abusivamente occupato e di proprietà del Comune di Roma", sarebbe la sede dell'associazione culturale "Socialis": erede politica del movimento di estrema destra sciolto in passato perché ritenuto illegale (Avanguardia Nazionale). Un’associazione attorno alla quale graviterebbero circa 500 persone.

Dall’intera vicenda è emerso come figura chiave, proprio Stefano Delle Chieie (deceduto nel 2019). Il materiale raccolto dagli investigatori (che verrà esaminato coordinati dal pm Eugenio Albamonte), infatti, è in buona parte riconducibile allo stesso fondatore di Avanguardia Nazionale, il quale in vita aveva il suo studio presso l’immobile perquisito dalla Digos.

Foto: rielaborazione grafica by Paolo Bassani

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