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I ragazzi dell’Associazione Culturale Peppino Impastato di Salemi hanno realizzato nella loro sede un bellissimo murales con i volti di tre uomini che hanno dedicato la loro vita per cambiare le condizioni della Sicilia. “Siciliani si nasce: io ho scelto di esserlo”, ebbe a dire Mauro Rostagno. L’obiettivo di Danilo era molto ambizioso: "Cambiare a livello locale i rapporti tra governati e governanti per uno sviluppo comunitario dal basso che trasformi i rapporti sociali”. Non si finirebbe mai di discutere di Danilo, delle sue lotte sociali, contro la mafia, contro la burocrazia, contro il sottosviluppo del meridione. Ancor più radicale il progetto di Peppino Impastato: “La nostra attenzione è particolarmente rivolta ai problemi della nostra generazione e al processo di liberazione totale dalle scorie di un passato molto pesante, sia dal punto di vista culturale, sia per gli effetti psicologicamente distruttivi che hanno avuto sul nostro carattere”. In tutti e tre il bisogno di cambiare si lega al bisogno di comunicare, di avere a disposizione gli strumenti per promuovere il cambiamento. A inventare questo strumento ci pensa Danilo nel 1970, quando crea la prima radio libera in Italia, Radio Libera Partinico, da lui stesso definita “la radio dei poveri cristi”, la voce delle popolazioni del Belice abbandonate a morire a due anni dal terribile terremoto che aveva distrutto interi paesi. La radio trasmise 27 ore, poi venne interrotta da un’irruzione dei Carabinieri, che arrestarono Danilo e i suoi due collaboratori... A sei anni di distanza, con la liberalizzazione dell’etere e la diffusione delle radio libere, Peppino dà vita a Terrasini a Radio Aut, con l’obiettivo del “ridimensionamento e rifiuto dell’informazione di regime e del monopolio dell’industria del consenso... La notizia che scende dal sociale, va riproposta al sociale, diventa strumento di agitazione politica e istigazione alla rivolta e all’organizzazione autonoma delle proprie lotte”. Nel 1982 Mauro Rostagno si trasferisce in Sicilia, crea la comunità Saman a Lenzi, presso Valderice, e nel 1987 inizia il suo rapporto con RTC, Radio Tele Cine, un’emittente televisiva di Trapani, attraverso una serie di servizi su delitti eccellenti, su criminali accordi politici e sulle cosche massoniche diffuse nel trapanese. Lo uccidono il 26 settembre 1988. Peppino è il trait d’union tra Mauro e Danilo, perché li conobbe entrambi e riuscì a coglierne molte idee e ad elaborarle in una sua personale prospettiva.
“Certamente Mauro avrà conosciuto le opere e il lavoro di Danilo, ma non siamo al corrente di contatti tra i due. Come Danilo Dolci, Mauro Rostagno ha scelto di dedicare, di dare se stesso, la sua vita, le sue idee alla Sicilia, dove contava anche “di viverci per giocare con i suoi nipotini”. Entrambi sociologi, non hanno resistito al fascino dell’Oriente, Danilo a quello della non violenza gandhiana, Mauro a quello della serenità interiore attraverso lo scambio e la conquista collettiva della conoscenza, ma non hanno resistito neanche al fascino della Sicilia, all’approdo di Ulisse verso l’imprendibile bellezza, con tutti i suoi mille volti enigmatici, le insidie, le radici della storia, la luce, le ombre, il senso di compiutezza che arriva alla fine, quando si giunge alla conclusione che ciò che è stato così doveva essere, ma doveva essere così perché c’eri anche tu a farlo essere così. Peppino sta in mezzo a loro due. Raggi di luce che attraversano questa terra per diradare la notte dell’ignoranza, della povertà, dell’abbandono, della complicità, della violenza.

Nota: per un’analisi più approfondita sui rapporti tra i tre personaggi rimando a un mio articolo, dal quale è tratta l’ultima citazione, pubblicato su ANTIMAFIADuemila del 17.5.2014, dal titolo “Peppino e Mauro, due storie parallele che s’incontrano”. Rintracciabile anche in “Era di Passaggio”, cronache, curiosità, articoli su Peppino Impastato Navarra editore 2016, pagg.168-178

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