Questo sito utilizza cookie tecnici e di terze parti per migliorare la navigazione degli utenti e per raccogliere informazioni sull’uso del sito stesso. Per i dettagli o per disattivare i cookie consulta la nostra cookie policy. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque link del sito acconsenti all’uso dei cookie.

Oggi un evento organizzato dalla Onlus 24 Marzo con familiari delle vittime, l'ambasciatore argentino e alcune associazioni

"É arrivata nei giorni scorsi a San Juan, in Argentina, la rogatoria internazionale avanzata dalla Procura di Roma con cui si chiede ai magistrati locali di raccogliere testimonianze su quanto compiuto dal tenente colonnello Carlos Malatto, compagno di torture assieme a Jorge Olivera, già condannato in Argentina". A comunicarlo è la Onlus "24 Marzo" facendo riferimento all'inchiesta avviata a Roma dai pm Francesco Caporale, Francesco Dall'Olio e Laura Condemi in cui si ipotizza a carico di Malatto, che dal 2010 risulta vivere in Sicilia, il reato di omicidio per una serie di crimini a lui attribuiti tra il 1976 e il 1977 negli anni del regime.
Al procuratore federale Francisco Maldonado i magistrati italiani hanno chiesto di acquisire le testimonianza di una decine di persone (Eva Lerouc, Alfredo Russo, Viviana Arias, Jorge Hector Mendez, Armando Rivas, Victor Carvajal, Eloy Camus, Aldo Mora'n, Maria Caterina Gomez, Ricardo Ortiz) in grado di riferire sul ruolo svolto da Malatto, ritenuto compagno di torture assieme a Jorge Olivera (condannato in Argentina) a San Juan come responsabile del personale di Esercito, di Polizia e della Gendarmeria: in quella veste, Malatto avrebbe gestito il settore "politici" e le conseguenti torture avvenute nel carcere di Chimbas, oltre ad aver coordinato i trasferimenti dei prigionieri politici ad altre carceri e i "traslados" di quelli che sono ancora desaparecidos.
Malatto ha lasciato l'Argentina per l'Italia nel 2010 grazie alla doppia cittadinanza quando era indagato dal Tribunale di San Juan. Nel 2011 e nel 2012 le autorità argentine hanno presentato al nostro Paese alcune richieste di estradizione che sono state respinte: nel 2013 l'estradizione era stata concessa dalla corte d'appello dell'Aquila, trattandosi di "crimini contro l'umanità, e quindi imprescrittibili" ma l'anno dopo è arrivato l'annullamento senza rinvio di questa decisione da parte della Cassazione. Nel 2015 la Onlus "24 Marzo" ha chiesto alla procura di Roma di procedere contro Malatto per tre casi di omicidio ottenendo l'autorizzazione a procedere da parte dell'allora Guardasigilli Andrea Orlando. L'ex ufficiale, nel frattempo, dopo aver vissuto all'Aquila e a Genova, solo nel 2017 è stato individuato a Portorose di Furnari in provincia di Messina. Lo scorso maggio, è stato il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, a firmare l'autorizzazione per estendere le imputazioni contro Malatto e consentire di processarlo in Italia. "Da alcune settimane - spiega ancora la onlus in una nota - è iniziata la raccolta delle testimonianze per le indagini difensive degli avvocati italiani a San Juan che proseguirà anche oggi con una videoconferenza in collegamento con la città di Mendoza a cui prenderanno parte i familiari delle vittime, l'ambasciatore dell'Argentina in Italia, Roberto Carles e le associazioni per i diritti umani coinvolte nella vicenda. L'obiettivo è ottenere il rinvio a giudizio di Malatto in Italia e collaborare affinché venga concessa la sua estradizione in Argentina".

ARTICOLI CORRELATI

Malatto: un genocida argentino libero in Sicilia

ANTIMAFIADuemila
Associazione Culturale Falcone e Borsellino
Via Molino I°, 1824 - 63811 Sant'Elpidio a Mare (FM) - P. iva 01734340449
Testata giornalistica iscritta presso il Tribunale di Fermo n.032000 del 15/03/2000
Privacy e Cookie policy