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Denaro in contanti pari a 2,3 milioni di dollari sono stati sequestrati dalle autorità colombiane in un'operazione contro i trafficanti di droga legati ai dissidenti delle Farc emarginati dal processo di pace. Il denaro è stato trovato in scatole e in "due edifici" situati a nord della città di Cali (sud-ovest), dove risiedeva il "presunto leader, Lucio Burbano Portilla", accusato di aver inviato cocaina in Honduras, Guatemala, Messico e Stati Uniti.
A quanto si apprende, nell'operazione sono state catturate dieci persone che, secondo gli inquirenti, avrebbero dei collegamenti con un dissidente delle Farc noto come Oliver Sinisterra, accusato, tra l'altro, dell'omicidio nel 2018 di tre membri di una squadra giornalistica ecuadoriana.
Questi è inoltre ritenuto dalle autorità come responsabile dell'omicidio di sei giovani il 22 agosto, in una zona rurale del comune di Tumaco, al confine con l'Ecuador.
In tutto sarebbero circa 2.300 i combattenti, distribuiti in vari gruppi, che costituiscono i cosiddetti dissidenti delle Farc.
Gruppi che si sono formati dallo storico accordo di pace del 2016 e che comprende principalmente impegnati nel traffico di droga e nell'estrazione illegale, secondo l'intelligence militare. Da anni, è noto, la Colombia è il principale produttore mondiale di cocaina (gli Stati Uniti sono il loro maggior consumatore) e la lotta al narcotraffico riguarda più Nazioni.
In una nota delle autorità si è dunque appreso che "sono stati sequestrati poco più di 8.500 milioni di pesos in contanti (2,3 milioni di dollari), 3.700 dollari, 11 orologi di lusso, armi da fuoco, documenti con informazioni privilegiate sulle attività giudiziarie e delle forze dell'ordine". Gli arrestati devono rispondere di "cospirazione per commettere un crimine, traffico di esseri umani, produzione o possesso di droga e riciclaggio di denaro".

Foto © Imagoeconomica

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