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Il Vaticano pubblica il rapporto sull'ex arcivescovo di Washington

Un lavoro intenso con decine di testimoni oculari ascoltati e migliaia di documenti. Il tutto riassunto in 450 pagine di resoconto che confermano le responsabilità di abusi sessuali su minori e seminaristi da parte di Theodore McCarrick, ex cardinale e vescovo di Newark e poi di Washington.
Nel luglio 2018 Papa Francesco lo ha privato della porpora, poi, nel febbraio 2019, è stato ridotto allo stato laicale al termine di un processo canonico.
Ieri il Vaticano ha pubblicato il "Rapporto sulla conoscenza istituzionale e il processo decisionale della Santa Sede riguardante l'ex cardinale Theodore Edgar McCarrick (dal 1930 al 2017)", redatto dalla Segreteria di Stato per volontà del Pontefice e pubblicato dopo un lavoro di documentazione e indagine durato due anni.
Senza affrontare la questione della colpevolezza dell'ex cardinale per il diritto canonico, già definita nel processo della Congregazione per la Dottrina della fede, nel documento, di fatto, si passano in rassegna una serie di episodi riguardanti McCarrick, per anni uomo influente all'interno della Chiesa d'America, e non solo.
Sono state dunque ascoltate "numerose persone che hanno avuto contatti fisici diretti con lui", nelle cui lunghe interviste, "speso emotive", si descrive "una gamma di comportamenti comprendenti abusi o aggressioni sessuali, attività sessuale non voluta, contatti fisici intimi e condivisioni dello stesso letto senza contatti fisici", oltre ad "abusi di autorità e di potere compiuti da McCarrick".
Al contempo sono state esaminate anche le "attività internazionali" di McCarrick in cinque decenni, i suoi viaggi per conto di istituzioni ed enti benefici e persino del Dipartimento di Stato Usa, la "diplomazia soft" per conto della Santa Sede, l'"apprezzata abilità" nel fundraising, che però "non fu determinante nella presa delle decisioni più importanti che lo riguardavano, compresa la sua nomina a Washington nel 2000".
Se, "l'indagine non ha provato che i doni e donazioni fatti abitualmente da McCarrick abbiano mai influenzato le decisioni significative prese dalla Santa Sede a suo riguardo" è stata comunque affrontata una lunga disamina sull'iter decisionale che lo ha portato alla scalata verso i più alti ruoli ecclesiali in cui emergono omissioni e sottovalutazioni di altri vescovi che lo hanno appoggiato.
McCarrick riuscì anche ad ingannare Papa Wojtyla e a diventare cardinale a Washington.
In quell'anno, era il 2001, erano già emerse accuse di attività sessuali di McCarrick con un prete, le lettere anonime su pedofilia con suoi "nipoti" (era chiamato lo "zio Ted"), la condivisione del letto con giovani adulti nelle residenze vescovili e con seminaristi nella casa al mare nel New Jersey.
Quelle accuse erano state riassunte in una lettera del cardinale di New York O'Connor al nunzio apostolico nell'ottobre 1999 e comunicate a papa Wojtyla. Il quale - dopo iniziali scelte di non spostare McCarrick da Newark - in agosto-settembre 2000 cambiò idea per poi nominarlo all'arcidiocesi della capitale. Secondo la ricostruzione vaticana, alla base di tale retromarcia, il fatto che il nunzio mons. Montalvo interpellò quattro vescovi del New Jersey che non confermarono con certezza "una qualche cattiva condotta sessuale" del presule (fornendo informazioni, si è potuto ora apprendere con la stesura del Rapporto, "non accurate e incomplete").
Vi era anche una lettera dello stesso McCarrick a mons. Dziwisz, segretario del Papa, in cui negava di aver mai avuto rapporti sessuali con chicchessia, e tanto meno di aver compiuto abusi.
Giovanni Paolo II lesse la lettera e si convinse che l'arcivescovo statunitense dicesse la verità, e che si trattasse solo di voci non provate.
E fu lo stesso Wojtyla, attraverso precise indicazioni impartite all'allora Segretario di Stato Angelo Sodano, a stabilire che McCarrick rientrasse nella rosa dei candidati.
Ed è lui "personalmente" a sceglierlo per la sede di Washington. Secondo alcune testimonianze citate nel Rapporto, può aiutare a comprendere il contesto di questo periodo anche l'esperienza personale vissuta dall'allora arcivescovo Wojtyla in Polonia "relativa al ricorso a false accuse contro i vescovi per minare il ruolo della Chiesa".
Successivamente, con il pontificato di Benedetto XVI, il mandato dell'Arcivescovo è stato prolungato di due anni.
Poi, sulla base di nuovi dettagli accusatori, alla fine del 2005 la Santa Sede chiese a McCarrick di dimettersi.
I due anni successivi sono quelli dei memorandum di Viganò, in servizio in Segreteria di Stato, le cui preoccupazioni sono condivise dal cardinale segretario di Stato Tarcisio Bertone, senza però che Papa Ratzinger intraprenda la via del processo canonico - non ci sono ancora accuse credibili di abusi sui minori - ma solo l'indicazione a McCarrick di "mantenere un basso profilo e ridurre al minimo i viaggi".
In un primo momento Papa Francesco mantenne la linea adottata negli anni precedenti. Finché, nel giugno 2017, l'arcidiocesi di New York apprende la prima accusa conosciuta di abuso sessuale su un minore, a inizio anni '70, che una volta ritenuta credibile portò Francesco a imporre a McCarrick la rinuncia alla porpora e l'ex Sant'Uffizio a processare l'ormai ex cardinale, condannandolo alle dimissioni dallo stato clericale.
Il rapporto, elencando i fatti, diventa una risposta alle accuse mosse da alcuni settori dissidenti della Chiesa allo stesso Papa Bergoglio che, a detta degli accusatori, avrebbe agito tardi e male. Ma per capire quel che è avvenuto si deve guardare anche alle contraddizioni del passato.
"Pubblichiamo il Rapporto con dolore per le ferite che la vicenda ha provocato alle vittime, ai loro familiari, alla Chiesa negli Stati Uniti, alla Chiesa Universale", ha scritto in una dichiarazione il segretario di Stato Pietro Parolin. "Tutte le procedure, compresa quella della nomina dei Vescovi, dipendono dall'impegno e dall'onestà delle persone interessate" ha aggiunto. Anche Papa Francesco ha lasciato un commento: "Nessuna procedura, anche la più perfezionata, è esente da errori, perché coinvolge le coscienze e le decisioni di uomini e di donne. Ma il Rapporto avrà degli effetti anche in questo: nel rendere tutti coloro che sono coinvolti in tali scelte più consapevoli del peso delle proprie decisioni o delle omissioni". Ma soprattutto "guardando al passato, non sarà mai abbastanza ciò che si fa per chiedere perdono e cercare di riparare il danno causato".

Foto © Imagoeconomica

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