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"L'errore sulla data della prima relazione? Non me lo so spiegare, suppongo sia un errore materiale". Con queste parole il colonnello Paolo Unali, all'epoca dei fatti comandante della Compagnia Casilina, ha provato a giustificare il motivo per cui la prima relazione sul passaggio in caserma di Stefano Cucchi riporta la data del 26 ottobre 2009 mentre gli atti al suo interno, tra cui il referto medico, sono del giorno successivo.
L'ufficiale è stato sentito oggi nel processo sui falsi e depistaggi che sarebbero stati compiuti da otto militari dell'Arma per coprire gli autori del pestaggio subito dal geometra romano, arrestato per droga all'alba del 16 ottobre 2009 e deceduto al Pertini sei giorni dopo.
Diversi i "non ricordo" in risposta alle domande del pm Giovanni Musarò, tanto da 'guadagnarsi' il richiamo del giudice del tribunale: "Le ricordo che lei è sotto giuramento e deve dire tutto quanto a sua conoscenza, il fatto che lei sia un ufficiale dei carabinieri è irrilevante". Durante la sua deposizione, Unali ha detto che il giorno dopo la morte di Cucchi gli fu chiesto di verificare chi lo avesse arrestato e di mandare urgentemente una relazione: "Quando riferii che erano stati i nostri uomini della stazione Appia mi fu detto di attendere e restare fermo; il 27 ottobre mi fu detto dal Gruppo Roma che avrebbero redatto loro un rapporto". In merito al mancato fotosegnalamento di Cucchi, Unali ha spiegato: "Dalla stazione mi dissero che il soggetto era poco collaborativo e riferii tutto ai miei superiori". Il colonnello ha poi ricordato la riunione convocata otto giorni dopo la morte di Cucchi, il 30 ottobre 2009, e che Massimiliano Colombo, comandante della stazione di Tor Sapienza parlando con il fratello definì una riunione "tipo gli alcolisti anonimi". "Non avevo mai partecipato a una riunione del genere. L'allora comandante provinciale, il generale Vittorio Tomasone, ci disse che dovevamo stare tranquilli, mi sembrò che volesse vedere come i carabinieri convocati riferissero in merito alla vicenda. Non ricordo se si parlò del mancato foto segnalamento. In quei giorni c'era rabbia, tutti i militari della stazione Appia, non solo quelli coinvolti, erano preoccupati" ha aggiunto Unali.

Foto © Imagoeconomica

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