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Gli arrestati intercettati: “In Expo c'erano dei rifiuti dove noi quando eravamo troppo pieni mettevamo di là"

"Noi c'avevamo anche un terreno in Expo". "In Expo c'erano dei rifiuti dove noi quando eravamo troppo pieni mettevamo di là". A dirlo in una conversazione telefonica intercettata dai carabinieri del Noe è Mauro Magarelli, arrestato nell'ambito di un'indagine della Dda di Milano che ha portato all'esecuzione di 16 ordinanze di misure cautelari nei confronti dei componenti di un gruppo attivo nel traffico illecito e nella gestione di rifiuti non autorizzata e nella realizzazione di discariche abusive. Parlando al telefono nel febbraio del 2019, secondo quanto si legge nell'ordinanza firmata dal gip di Milano Alessandra Simion, Magarelli raccontava dell'escamotage adottato "per trasferire i rifiuti accumulati in eccesso nell'impianto della Waste Lag in via Belgioioso" a Milano. L’ordinanza riporta anche che “si è in presenza di vere e proprie imprese 'ecomafiose', le quali hanno a disposizione adeguati strumenti per perseguire le proprie finalità delittuose e possono contare su una fitta rete di rapporti che, grazie a efficaci e dinamiche forme di coordinamento tra i diversi soggetti coinvolti, costituisce la solida base su cui si sviluppano proficui traffici illeciti di rifiuti”. Gli indagati, si legge nell'ordinanza, "si inseriscono o comunque sono attigui a strutture criminali fortemente radicate sul territorio le quali, acquisendo il controllo di fatto di impianti attraverso cui poter 'triangolare' cartolarmente i rifiuti o dove poterli impunemente abbandonare in quantità assai elevate, sottraggono enormi ricchezze dai circuiti legali e arrecano un grosso danno all'ambiente, con conseguente grave rischio per la salute. Peraltro, potendo contare su organizzazioni di tipo imprenditoriale, gli indagati sono in grado di movimentare illecitamente, anche con mezzi fraudolenti e mediante falsificazione dei Fir, ingenti carichi di RIFIUTI". Inoltre "la attenta pianificazione delle condotte delittuose è sintomatico dell'inserimento di tutti gli indagati in più ampi circuiti criminali".

Foto © Imagoeconomica

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