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di AMDuemila
L'ex Governatore della Calabria era stato chiamato come teste difesa

"Mi avvalgo della facoltà di non rispondere". Dura appena pochi minuti la deposizione al processo "Gotha" dell'ex governatore della Calabria ed ex sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Scopelliti. Scopelliti doveva essere sentito come testimone della difesa in quanto chiamato a testimoniare dagli avvocati dell'ex senatore del Pdl Antonio Caridi e dall'ex assessore comunale Amedeo Canale, imputati nel processo. Assieme a loro, chiamati a rispondere a vario titolo di associazione mafiosa, concorso esterno, violazione della legge Anselmi sulle società segrete, risultano imputati anche l’avvocato Paolo Romeo, ex parlamentare del Psdi, l’avvocato Antonio Marra, già consigliere di amministrazione di Fincalabra, l’ex sottosegretario regionale alle riforme della giunta Scopelliti, Alberto Sarra, l’ex presidente della Provincia di Reggio Calabria Giuseppe Raffa, la giornalista Teresa Munari, il sacerdote Giuseppe Strangio.
Il processo, che si tiene davanti al collegio presieduto da Ornella Pastore, è scaturito dalle indagini della Dda sui vertici delle cosche reggine e sui rapporti tra queste e la politica. La pubblica accusa è rappresentata dal Procuratore aggiunto Giuseppe Lombardo, e dai sostituti Stefano Musolino, Roberto di Palma, Giulia Pantano e Walter Ignazitto.
Scopelliti attualmente è detenuto in regime di semilibertà, in quanto sta scontando la condanna inflittagli nel processo sui conti del Comune. L'ex presidente della Regione si è presentato in aula bunker accompagnato dall'avvocato Aldo Labate. Quando è stata eseguita l'operazione "Mammasantissima", Scopelliti aveva subito una perquisizione disposta dal procuratore aggiunto Giuseppe Lombardo. Essendo, quindi, indagato per reato connesso, l'ex governatore ha deciso di non rispondere alle domande dei pm e degli avvocati che avevano chiesto la sua deposizione.

Foto © Imagoeconomica

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