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di AMDuemila
"Riteniamo gravissimo che una persona su cui pende da tre anni un mandato di cattura internazionale per reati molto pesanti potesse vivere in casa della madre e girare indisturbato da mesi a Cinisi, dove pochi giorni fa ha addirittura tentato con la forza (rompendo un catenaccio e cambiando la serratura) di riappropriarsi del bene confiscato in contrada Uliveto, che gli era stato di recente restituito dalla Corte d'Assise di Palermo". E' quanto si legge in una nota divulgata da Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato per commentare l'arresto di Leonardo Badalamenti, figlio di Tano. "Se non fosse stato per l'intervento del Sindaco di Cinisi Giangiacomo Palazzolo che lo ha immediatamente denunciato per questo atto, di fatto Leonardo Badalamenti si sarebbe potuto riorganizzare da un punto di vista criminale. Ci domandiamo come sia possibile che gli investigatori non fossero a conoscenza di questo mandato e quanto tempo ancora bisognasse aspettare affinché venisse eseguito", prosegue la nota. "Continuiamo il nostro impegno in nome di Peppino che ha fortemente contrastato il fenomeno mafioso a Cinisi ed in nome di Felicia che ha rivendicato l'azione del figlio ed ha avuto il coraggio di denunciare don Tano Badalamenti per l'omicidio di Peppino, ottenendo giustizia. Questo nostro impegno ci fa sentire molto vicini alla comunità di Cinisi ed ai tanti che in questi giorni si sono apertamente schierati contro l'azione di Leonardo Badalamenti, dimostrando che il tessuto sociale del paese sta cambiando e che il muro di omertà può essere abbattuto", conclude la nota.

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