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le iene coronavirus poverta mafie 20200421di Karim El Sadi - Video
L'allarme di de Raho, Gratteri e Maresca: "C'è il pericolo che vadano vanificati 30 anni di sforzi antimafia"
Il servizio de Le Iene sui disagi dei quartieri popolari di Napoli a causa della pandemia

La pandemia sta colpendo da settimane l'intero pianeta e tutta la penisola. Ma in Italia le conseguenze del Covid-19 e delle misure restrittive imposte dal governo, stanno mettendo in difficoltà, in particolar modo, i quartieri popolari del sud. Dove la gente vive di stenti, alla giornata, in condizioni di estrema povertà e degrado. Le telecamere de Le Iene si sono recate a Napoli, in alcune delle zone più disagiate della città: Scampia, Rione Sanità, Quartieri Spagnoli. Qui i cittadini disperati si sentono abbandonati dalle istituzioni e chiedono aiuto a gran voce per poter mangiare perché, dicono, "la fame fa più paura del virus". In queste aree lo Stato è pressoché assente e gli unici che riescono, con grandi rischi e sacrifici, a fornire sostegno alle famiglie in difficoltà sono i comitati, le associazioni umanitarie e quelle ecclesiastiche. Ma dove non arrivano loro ecco che arriva la mafia. "A noi ci fa vivere la camorra, non lo Stato", dice un condomino delle Vele di Scampia. "Quando qualcuno ci porta pacchi di prima necessità non guardiamo la fedina penale" dice un altro. Parole crude che rappresentano, purtroppo, la triste realtà. Nella situazione di estrema crisi nella quale riversa il Paese, infatti, spesso a fornire aiuti alle persone in difficoltà sono proprio le organizzazioni mafiose. Tra l'altro non senza chiedere nulla in cambio. Come hanno affermato in maniera univoca i magistrati antimafia che dall'inizio del lockdown hanno messo in allerta le istituzioni e il governo di fronte a questo pericolo. Il giornalista Giulio Golia ha intervistato alcuni di loro per farsi spiegare come le mafie stanno cavalcando il virus. Le mafie "non vanno in quarantena. Si presentano come benefattrici e su questo rafforzano quel consenso sociale che le consente di crescere ed operare. Perché le mafie per esistere hanno bisogno del consenso popolare: tirano la corda ma non la spezzano" dicono Catello Maresca, Federico Cafiero de Raho e Nicola Gratteri, rispettivamente sostituto procuratore di Napoli, Procuratore Nazionale Antimafia e Procuratore Capo di Catanzaro. La mafia, affermano, non si muove mai per beneficienza. "Precostituisce un credito straordinario che andrà a riscuotere appena finirà l'emergenza" dice Maresca. E quelli che accettano l'aiuto di personaggi legati alla criminalità organizzata "domani dovranno sottostare alle loro richieste perché hanno un debito di vita, che si sconta con la vita". In questi meccanismi di ricatto si inseriscono anche gli usurai per le piccole e medie imprese. "Chi presta soldi a usura ha interessi più bassi delle banche - dice Gratteri - perché l'usurato sa che la garanzia del pagamento è la sua vita. Può essere l'inizio di una lenta agonia". L'imprenditore "sarà stritolato - aggiunge de Raho - sarà costretto a cedere la propria impresa pur mantenendone la titolarità". Il fine di tutto ciò, spiegano, "è rilevare l'attività commerciale per poi fare riciclaggio dei soldi provenienti dai traffici di droga. Ecco la modalità attraverso la quale le mafie riescono a impadronirsi di alcuni settori dell'economia. In partenza - precisa Maresca - la battaglia è impari perché loro (le mafie, ndr) sono rapidi e efficaci mentre noi siamo burocratizzati e talvolta lenti". I tre magistrati pertanto concordano sul fatto che i soldi depositati dal governo per le famiglie debbano arrivare quanto prima nelle tasche dei cittadini perché "ogni giorno di ritardo apre la possibilità alla mafia di approfittare della crisi". E' fondamentale poi, sottolinea de Raho, che questi versamenti "vengano controllati". Di queste dinamiche "non se ne può parlare domani perché domani è già troppo tardi. Il rischio - concludono - è di tornare indietro di trent'anni nella lotta alla criminalità organizzata".

VIDEO Guarda il servizio integrale: iene.mediaset.it/video/coronavirus-quartieri-napoli-camorra

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