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di AMDuemila
“Non sarà facile per i milioni di italiani che in questo momento drammatico del Coronavirus stentano ad andare avanti fra epidemie e licenziamenti in un Paese in piena recessione, comprendere, così come per i tanti presunti innocenti in carcere assediati dall'emergenza sanitaria, come a un colpevole definitivo per fatti gravissimi si possa riconoscere un maxi risarcimento di quasi 700.000 euro a carico delle casse dello Stato, che non riesce neppure a soddisfare le esigenze minime necessarie agli ospedali per fronteggiare l'emergenza". E’ questa la dura constatazione dell’ex pm di Palermo Antonio Ingroia, oggi avvocato, che all’Adnkronos ha commentato la notizia del maxi risarcimento che la Corte d’Appello di Palermo ha riconosciuto all'ex dirigente dei Servizi segreti Bruno Contrada per ingiusta detenzione. Secondo l’ex magistrato la decisione della Corte d’Appello “resta pur sempre un'ordinanza non definitiva, che - immagino - verrà impugnata in Cassazione. Meglio attendere la decisione definitiva prima di commentare. - ha proseguito - Dall'altra parte, c'è una sentenza definitiva di condanna, mai revocata essendo state più volte respinte le istanze di revisione". Quelli per cui Contrada è stato condannato, secondo Ingroia, sono “fatti gravissimi, incontestabili perché accertati in tre gradi di giudizio, di favori a Cosa Nostra e a boss mafiosi di primissimo livello, favoriti nella loro latitanza”. L’avvocato ha anche ricordato la sentenza dei giudici di Strasburgo, secondo cui l’ex 007 non doveva essere condannato per concorso esterno in associazione mafiosa: “C’è stata una sentenza Cedu su una questione di diritto, peraltro discutibile perché frutto di un palese fraintendimento interpretativo della fattispecie del concorso esterno, ma che comunque non ha in alcun modo intaccato l'accertamento di quei fatti gravissimi". "E per effetto della sentenza Cedu la Cassazione ha dichiarato ineseguibile la pena senza intaccare la condanna definitiva per quei fatti ma solo gli aspetti esecutivi della pena. - ha concluso Ingroia - In esecuzione di quella sentenza della Cassazione ora viene deciso questo risarcimento che nulla però toglie alla condanna definitiva”.

Foto © Imagoeconomica/Fotogramma

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