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di AMDuemila
Per il Presidente della Commissione regionale antimafia nel servizio vi sono "omissioni"

E' un botta e risposta senza fine quello che si è ormai acceso da quando la trasmissione de "Le Iene" ha deciso di occuparsi del caso Antoci ed in particolare delle conclusioni che la Commissione antimafia ha effettuato nella sua relazione sull'attentato contro l’ex presidente del Parco dei Nebrodi. Dopo la prima denuncia del Presidente della Commissione regionale antimafia, Claudio Fava, che aveva annunciato la trasmissione di atti alla Procura di Ragusa ed alla Dda di Catania per aver subito una "aggressione verbale", una "forma di intimidazione" in una "sedicente intervista che si è rivelata subito essere altro", nei giorni scorsi su Italia Uno è andato in onda il servizio (che è disponibile nel sito). L'inviato de "Le Iene", Gaetano Pecoraro, sin dal primo momento aveva replicato di non aver fatto alcuna aggressione all'onorevole Fava ma di aver "gentilmente chiesto un'intervista che lui ha accettato di fare, non ho mai fatto nessuna intimidazione o minaccia né a lui né alla Commissione, non ho alle nostre spalle nessun mandante se non la nostra redazione e l'amore per il lavoro che faccio". E quindi aggiungeva: "Ci siamo semplicemente permessi di muovere delle critiche sul lavoro svolto dalla Commissione Antimafia riguardo all'attentato ad Antoci e agli uomini della sua scorta".
Il servizio si sviluppa nella prima parte con delle interviste realizzate per ricostruire l’attentato, oltre che con lo stesso Giuseppe Antoci, con l’ex Dirigente del Commissariato di PS di Sant’Agata di Militello Daniele Manganaro, che intervenne per sventare l’attentato, il sindaco di Cesarò Salvatore Calì e con Angelo Cavallo, attuale procuratore Capo di Patti, al tempo impiegato alla Direzione Distrettuale Antimafia di Messina. La seconda parte del servizio è invece dedicata al cosiddetto “mascariamento”, ricevuto a detta de “Le Iene”, da Antoci e dalla sua scorta, anche attraverso la sponda della relazione della Commissione Antimafia dell’ARS in cui si formulano più ipotesi sull'attentato e si conclude che quello mafioso sarebbe “l’ipotesi meno plausibile”.
Una valutazione che non emerge dalle conclusioni dell'autorità giudiziaria di Messina che ha archiviato l'inchiesta sull'attentato, tanto che lo scorso 15 gennaio il procuratore di Messina, Maurizio De Lucia, non ha espresso dubbi: "Abbiamo una documentatissima indagine che non ha portato ai responsabili, ma certo non ha mai messo in dubbio che l’attentato vi sia stato, dopo di che tra i moventi possibili mi pare evidente che l’azione derivante dal protocollo Antoci sia una ragione che può largamente giustificare”.
Parole che sono riportate anche nel servizio.
La messa in onda dell'inchiesta de Le Iene, però, non ha certo placato le polemiche.
Il giorno dopo il presidente Fava ha così commentato il servizio: "Non sarà questa operazione delle Iene sul caso Antoci, istruttiva soprattutto per ciò che tace e omette (sulla relazione, sugli 84 minuti di intervista al sottoscritto, sui fatti ricostruiti, sui documenti acquisiti) che distoglierà la commissione Antimafia dell'Ars dal suo compito istituzionale: cercare e pretendere la verità, qualunque essa sia".

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